giovedì, 15 maggio 2008

Tremilaseicento uomini per garantire la sicurezza. Un milione e mezzo di euro per l’organizzazione dell’evento. Spazio aereo interdetto al volo. Strade bloccate. Traffico praticamente paralizzato. Un migliaio di cassonetti dell’immondizia tolti dalle strade perché anche l’immagine vuole la sua parte.
La cucina e i cuochi del ristorante più famoso della città prelevati e trasportati sulle alture, nei pressi del santuario dove si celebrerà la cena di gala con le autorità. E, last but not least, sospensione di tutti i ricoveri e rinvio delle operazioni chirurgiche programmate negli ospedali, dove il personale è allertato per accogliere eventuali emergenze.
Il tutto secondo un piano allestito e coordinato addirittura dalla Protezione civile e dalla Gendarmeria Vaticana.

Sembrano gli spaventosi dettagli dei soccorsi prestati ad un città blindata e isolata dal resto del mondo, flagellata da un uragano, smantellata da un terremoto o ammorbata da una devastante epidemia.

Fortunatamente non è nulla di tutto questo. La città in quarantena è Genova. L’evento che sembra avere del calamitoso è invece di carattere religioso: la visita del Papa, in programma il 18 maggio.
La religione, la fede, la carità cristiana e la morigeratezza invece…Beh, quelle sembra non abbiano trovato il “pass” per assistere alle celebrazioni. E probabilmente lasceranno la città in tutta fretta il 17 sera, prima di rimanere imbottigliate nel cerimoniale dei parchi festeggiamenti.

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categoria:religione, cronaca, liguria, manifestazioni, satira
lunedì, 11 febbraio 2008

L’assessore alla riorganizzazione del Comune della Spezia ha seccamente smentito la notizia che nell’ente locale della città ligure la soglia di assenteismo sia tra le più alte d’Italia.

La notizia era stata riportata dal quotidiano “Il Sole 24 ore” con la pubblicazione di una classifica nella quale La Spezia figurava ai primi posti tra i Comuni italiani per la rarefatta  presenza al lavoro dei suoi dipendenti.

Secondo l’assessore, nello stilare la graduatoria sarebbero però stati utilizzati criteri non del tutto omogenei a quelli previsti per la redazione del Conto annuale dal Dipartimento ragioneria generale dello Stato, fonte delle classifiche.

Certo, lascia perplessi il fatto che la smentita sia arrivata ai giornali solo lo scorso 8 febbraio, con grande ritardo rispetto all’uscita della graduatoria contestata, pubblicata ad aprile 2007.
Però, a ben vedere, tra le ferie estive, le vendemmie, la caccia, le festività natalizie e il periodo delle settimane bianche, dove diavolo lo trovava l'assessore uno che scrivesse subito il comunicato stampa?

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categoria:politica, lavoro, cronaca, liguria, humour, satira, umorismo
venerdì, 28 dicembre 2007

Il titolo dell'articolo de "Il Secolo XIX"

Per combattere il sovraffollamento delle carceri italiane, il segretario regionale ligure del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe) ha lanciato la proposta di istituire delle liste di attesa per detenuti.
Che male ci sarebbe? – ha dichiarato Michele Lorenzo al quotidiano ligure “Il Secolo XIX” – Si tratterebbe di fare come per gli ospedali. Corsia preferenziale d’accesso al penitenziario per i detenuti socialmente pericolosi. Gli altri aspettano ai domiciliari”.

Potrebbe essere un'idea: la prima lista d’attesa nella quale ci si farebbe raccomandare per stare in fondo. E dove si cederebbe volentieri il passo a chi sta dietro.

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categoria:giustizia, cronaca, liguria, humour, satira, diritti umani
giovedì, 29 novembre 2007

Tra le varie iniziative allestite nell’ambito del “Salone europeo della comunicazione pubblica dei servizi al cittadino e alle imprese”, che si svolge ogni anno ad inizio novembre a Bologna, figura anche il “Premio comunicazione pubblica”. Un riconoscimento che viene attribuito “a quelle personalità del mondo della politica, della cultura e dell'economia la cui attività professionale e il cui impegno culturale hanno favorito l'affermazione e la crescita della comunicazione pubblica nel nostro paese”.
Ebbene, l’edizione 2007 del premio è andata, tra gli altri, a Roberto Sgalla, direttore dell'Ufficio relazioni esterne e cerimoniale del Dipartimento di pubblica sicurezza. Sgalla nel 2001 era il responsabile delle pubbliche relazioni della Polizia. Convocato urgentissimamente a Genova dopo i massacri del G8 per orchestrare la difesa mediatica dell’operato delle forze dell’ordine, tra le altre cose definì “ferite pregresse” i freschi segni delle percosse riportati dai manifestanti  picchiati alla scuola Diaz di Bolzaneto.
Intervistato al momento della premiazione, Sgalla ha evidenziato come il premio sia “un riconoscimento per il grande impegno che la Polizia di Stato ha realizzato per fare della comunicazione istituzionale uno strumento importante nella strategia della rassicurazione e per contribuire in modo sempre più efficace allo sviluppo della Polizia di prossimità e alle esigenze informative dei cittadini".
Dopo le sue confortanti parole ci sentiamo tutti un po’ più rassicurati e prossimi alle forze dell’ordine.

venerdì, 21 settembre 2007

Claudio BurlandoNon contento di aver dato adito ad una furibonda polemica per aver mostrato il tesserino (scaduto da due anni) di parlamentare ai poliziotti che domenica scorsa l’avevano fermato in autostrada dopo che aveva percorso un chilometro e mezzo controsenso, oggi il presidente della Regione Liguria (ed ex Ministro dei Trasporti), Claudio Burlando, nel tentativo di mettere una pezza alla sciagurata (ed arrogante) figura rimediata (l’esibizione del tesserino gli aveva scongiurato, chissà perché, qualsiasi provvedimento disciplinare), ha dichiarato di aver mostrato quel documento perché in quel momento era l’unico documento di riconoscimento che aveva con sé.
Segno inequivocabile che per gli ex parlamentari anche la patente è un optional e che di questo passo sarà sufficiente mostrare una foto su un quotidiano per farsi riconoscere.

Se mi avesse chiamato, gli avrei suggerito (gratis, naturalmente: Burlando è ligure) una scusa più plausibile. Ad esempio: “Come contromano? Ricordo benissimo che da Ministro dei Trasporti avevo stabilito che questo tratto di strada avrebbe dovuto essere percorso nel senso in cui l’ho percorso io”.

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categoria:politica, liguria, humour, satira
martedì, 24 ottobre 2006

Oggi sulle pagine spezzine de “Il Secolo XIX” è apparso un articolo impagabile per la sua capacità di farci comprendere l’approccio delle forze dell’ordine al problema della microcriminalità, in questo caso riferita a quella minorile.
Il pezzo racconta di come i carabinieri siano riusciti ad identificare una banda di ragazzini tra i 12 e i 15 anni dedita ai furti e borseggi nella città ligure e sui treni per la riviera.
Si tratta di giovani nomadi di stanza in un campo genovese, che quotidianamente si recavano in “trasferta” per mettere a segno i colpi e poi facevano ritorno in serata alla base.
L’articolo si chiude con la seguente, illuminante, frase: “I militari sperano che, avendo fermato uno dei baby-borseggiatori, gli altri capiscano che ora è più dura e scelgano altre località per mettere a segno i colpi”.
A parte il fatto che, già di per sé, la definizione “nomade” rende chiaro il concetto di una comunità itinerante, senza bisogno dei consigli delle forze dell’ordine.
Ma, se il contenuto dell’articolo non verrà prontamente smentito, si potrà pensare che dall’originario motto “Nei secoli fedele”, coniato in occasione del centenario dell’Arma, nel 1914, la Benemerita sia passata ad uno molto più realistico e pragmatico, visti i tempi che corrono: “Mors tua vita mea”.

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categoria:giustizia, cronaca, liguria, humour, satira
mercoledì, 18 ottobre 2006

Quella degli ecuadoregni è la comunità di stranieri più numerosa a Genova.
Le cronache dai vicoli del centro storico purtroppo la tratteggiano anche come la più turbolenta, perlomeno nella sua componente maschile, incline troppo spesso ad una nullafacenza fatta di alcol e conseguenti risse fra bande con esemplare coinvolgimento di spettatori occasionali.
Tanto per fare un esempio, per festeggiare il passaggio al secondo turno dei Mondiali di calcio di Germania della propria nazionale, la scorsa estate, saccheggiò un po’ di negozi del centro e mandò all’ospedale un commerciante cinese.
Però domenica 15 ottobre, giorno di elezioni presidenziali in Ecuador, le cronache riportano un fatto foriero della più completa riabilitazione.
Seimila ecuadoriani in ordinata e festosa coda ieri per tutto il giorno a Sampierdarena...” titola infatti il quotidiano genovese “Il Secolo XIX” lunedì 16 ottobre.
E il console del Paese sudamericano plaude soddisfatto al “giorno di grande responsabilità e senso civico”, come se un “election day” a migliaia di chilometri dalla madrepatria avesse dovuto scatenare chissà quale furia nella città che li ospita.
E invece, pensate un po’, neppure la devastazione di un seggio, una piccola rapina ai negozi della zona tanto per ingannare l’attesa, un cinesino preso a calci nel sedere solo perché ha il negozio da quelle parti.
Insomma, un comportamento tanto esemplare da far avanzare ad un sacerdote genovese, don Alberto Rinaldini, la proposta di dare una divisa da poliziotto anche ai tanto vituperati equadoregni, che così potrebbero contribuire a riportare l’ordine in quei vicoli oggi in balìa dei loro connazionali.
Oppure “sudamericanizzare” la polizia italiana...

venerdì, 16 giugno 2006

Narrano le cronache genovesi che gli equadoregni presenti nel capoluogo ligure (dove rappresentano la comunità straniera più numerosa e, per la parte maschile, non sempre la più tranquilla) hanno festeggiato la qualificazione della loro nazionale di calcio agli ottavi di finale dei Mondiali con una grande festa nel centro, con blocco di autobus e auto, fino al tramonto.
Dopodiché, quando il calar del sole ha lasciato il posto al levar dei fumi dell’alcol, alcuni gruppi di tifosi hanno dato l’assalto ai negozi del centro storico a ridosso del porto antico, mandando all’ospedale due commercianti cinesi e rapinando alcuni esercizi commerciali.
Intervistati sul futuro della loro nazionale in Germania dagli immancabili cronisti che non hanno mancato di tenergli botta con domande ispirate alla più vivace fantasia, gli equadoregni hanno dichiarato: “Ci piacerebbe trovare l’Italia in semifinale. Allora la gioia sarebbe ancora più grande”.
Gli abitanti del centro storico genovese e i commercianti cinesi, anche quelli a cui il calcio interessa quanto la glottologia e la filologia germanica, ovviamente fanno i debiti scongiuri.




Heracleum