mercoledì, 30 agosto 2006

Olmert con Kofi AnnanIl premier israeliano Ehud Olmert ha dichiarato oggi alla stampa di sperare che il “cessate il fuoco” imposto dall'Onu segni l’inizio di un nuovo tipo di rapporti con i libanesi.
Una dichiarazione accolta con sollievo dalla gente del paese dei cedri.
Dopo il culo che ci hanno fatto in questi ultimi mesi – è il commento unanime di bombardati e sfollati – qualsiasi tipo di rapporto intendano sarà comunque meno doloroso”.

martedì, 29 agosto 2006

NasrallahNella sua ultima apparizione televisiva il leader di Hazbollah, Nasrallah, ha dichiarato che se avesse saputo che la reazione di Israele sarebbe stata così devastante, non avrebbe ordinato di rapire i due militari israeliani.
La dichiarazione chiarisce bene il rapporto tra etica, politica, strategie militari, opportunismi più o meno personali, che si nasconde dietro il comportamento di coloro che molto spesso, con le loro azioni, determinano le sorti di milioni di persone.
Un comportamento che, in fondo, non si discosta molto da quello dei delinquenti comuni.
In sostanza, cioè, Nasrallah ha candidamente ammesso che rapire qualcuno (ma anche lanciare un razzetto ogni tanto, così per passare il tempo e farsi sentire: come dare una telefonata) non è un atto immondo e criminale: è solamente un azzardo nel caso la parte lesa si incazzi di brutto e gli faccia un culo così.
Questo è ciò che ha rischiato Hezbollah (e, di conseguenza, il Libano), e che forse si sarebbe consumato fino alle estreme conseguenze se non fosse intervenuta la comunità internazionale.
Su questa falsariga, è praticamente uno scherzo trovare in giro gente disposta a dar fuoco alle polveri di conflitti religiosi, interetnici, economici o personali e trasformarli in guerre di posizione interregionali per sedare le quali si deve rischiare la vita di altri esseri umani e sperperare milioni di euro che potrebbero essere destinati a ben più nobili scopi.
Ma se a (quasi) tutti va bene così...

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categoria:libano, israele, cronaca, guerra, satira, diritti umani
mercoledì, 23 agosto 2006

Rischia di fallire il tentativo italiano di porsi al comando della forza Onu in Libano.
Dagli uomini che, nelle intenzioni di Romano Prodi e Massimo D’Alema, potrebbero guidare la composita formazione nella missione, sono infatti giunte le prime rinunce.
L’ex commissario tecnico Marcello Lippi ha fatto sapere che, ora che ha imparato le parole dell’inno di Mameli, non se la sente di mettersi da capo a studiare un nuovo testo. In inglese, per di più.
L’allenatore nerazzurro Roberto Mancini valuta troppo scarna la rosa degli uomini messi a disposizione dai Paesi che partecipano alla missione: “Mi sento più sicuro di far bene all’Inter, ora che ho a disposizione trentacinque elementi”.
Ci sarebbe Fabio Capello, un uomo che ha sempre dimostrato attaccamento ai colori sociali. Ma il “mister” del Real Madrid per lasciare la corazzata spagnola ha chiesto un impegnativo piano di rinforzi. A cominciare da Zinedine Zidane. Il francese, visto quello che ha combinato da solo e senza casco nella finale dei Mondiali, potrebbe fare sfracelli una volta dotato di regolare casco blu. Ma le regole di ingaggio vietano espressamente l’utilizzo di testate nell’espletamento dei compiti di interposizione.
E poi Capello sente puzza di bruciato dopo le parole pronunciate dal ministro della Difesa italiano, Artuto Parisi, che ha ha invitato l’Europa a dire “quanti scarponi mette”.
Con gli scarponi non si va da nessuna parte” - ha chiuso il discorso il mister – Ci vogliono uomini di qualità, esperienza ed entusiasmo”.
A questo punto, si fa strada la proposta avanzata nelle scorse ore dal presidente della Juventus, Giovanni Cobolli Gigli, disposto a mettere a disposizione Didier Dechamps con l’intera rosa juventina.
Un bel gesto, che oltretutto consentirebbe alla Juventus di risalire prepotentemente sulla ribalta europea dopo aver perso il diritto a disputare la Champions League per via delle sentenze di Calciopoli.

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categoria:sport, libano, israele, cronaca, humour, guerra, satira, prodi, governo
martedì, 22 agosto 2006

Apprendo dalla stampa che i razzi "Katyusha" vengono costruiti in Russia, spediti in Iran e Siria, smistati da lì in Libano e quindi lanciati da Hezbollah su Israele.
Lo stesso avviene per i "C102", missili antinave di produzione cinese.
A questo punto, oltre a non essermi più chiaro il significato del termine “a corta gittata”, mi chiedo se in guerra, come nel biliardo, valga il "gioco di sponda".

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categoria:politica, news, libano, israele, humour, guerra, satira
martedì, 18 luglio 2006

E’ stata chiarita oggi dalla diplomazia americana la gaffe commessa ieri dal presidente statunitense George W. Bush, il quale, durante il G8 di San Pietroburgo, ha commentato duramente le posizioni dei protagonisti del conflitto mediorientale affermando che “Siria ed Hezbollah la devono smettere di seminare tutta quella merda”.
In realtà, Bush credeva di trovarsi ad una riunione del Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio, dove gli Stati Uniti da sempre cercano di difendere dalla concorrenza, anche con dure prese di posizioni della Casa Bianca, le proprie produzioni tipiche.
In particolar modo quelle destinate all’esportazione.

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categoria:politica, news, libano, israele, humour, guerra, satira, bush



Heracleum