venerdì, 05 ottobre 2007

Da persona sveglia e intelligente quale è, Massimo D’Alema sta facendo rapidamente tesoro dell’esperienza quotidiana che sta maturando come Ministro degli Esteri.
Dopo frequenti viaggi in Africa, il responsabile della Farnesina ha infatti avanzato per il conflitto mediorientale la soluzione “due popoli, due Stati”, sagace adattamento della nota espressione “un accendino mille lire, due accendini duemila lire” coniata nel mondo maghrebino e sapientemente esportata oltre confine dai venditori ambulanti.

postato da: fardtimes| Permalink | commenti (1)
categoria:politica, israele, humour, guerra, satira
lunedì, 02 luglio 2007

Blair e BushTerminato il “lavoro sporco”, peraltro compiuto a doverosa distanza dagli uffici londinesi di Downing Street, l’ex premier britannico Tony Blair si occuperà direttamente del Medioriente come inviato speciale della comunità internazionale.
Nonostante le perplessità suscitate nell’opinione pubblica per l’opportunità di nominare in questo ruolo uno degli artefici della guerra in Iraq, e in attesa che lo raggiunga (una volta che avrà anch’egli concluso il suo mandato) il compagno di giochi Bush, Blair si è detto orgoglioso di poter mantenere la promessa fatta  insieme all’amico George W. per ottenere l’ok all’invasione: “E dài! Quando abbiamo finito di giocare, rimettiamo tutto a posto”.

postato da: fardtimes| Permalink | commenti (1)
categoria:politica, israele, humour, guerra, satira, bush
venerdì, 30 marzo 2007

Da sempre affascinato dall’empirismo, ho messo alla prova con il mio vicino di casa la soluzione pacifica per il conflitto israelo-palestinese avanzata ieri ad Israele dalla Lega Araba nella Dichiarazione di Riad e riassunta nella formula “terra in cambio di pace”.
Poiché il mio vicino è proprietario di una dozzina di metri quadrati inutilizzati, sui quali parcheggerei volentieri la mia auto evitandomi l’affannosa ricerca di un parcheggio, convinto di avere dalla mia parte l’autorevolezza di un documento di siffatta portata storica, ho lanciato al tizio la mia proposta.
Prima ha riso con accondiscendenza. Poi, quando ha capito che in fondo speravo veramente in una soluzione della “vertenza”, ha detto che mi avrebbe denunciato per minacce. Ovviamente, dopo avermi preventivamente spaccato la faccia.
Purtroppo, però, non mi ha trasmesso una risposta ufficiale scritta, che avrei girato volentieri agli arabi perché cominciassero a tenere in archivio un po’ di documentazione relativa alle reazioni alle proposte così democratiche e lungimiranti.

postato da: fardtimes| Permalink | commenti (6)
categoria:politica, israele, humour, guerra, satira
giovedì, 14 dicembre 2006

Si è brillantemente concluso a Teheran il congresso degli storici (storici?) revisionisti che negano l’esistenza dell’Olocausto.
Le brillanti e fondate conclusioni cui sono pervenuti gli esperti (le scene sui campi di concentramento sono state girate negli studi di Hollywood, le camere a gas venivano scherzosamente definite tali per la puzza dei piedi degli ospiti che accoglievano, i numeri sulle braccia dei detenuti sono simpatici tatuaggi all’henné, ecc.) saranno raccolte in un volume che raccoglie gli atti del convegno e che sarà edito dalla prestigiosa rivista scientifica “Il vernacoliere”.
Intanto il presidente iraniano Ahmud Ahmadinejad, l’organizzatore del goliardico appuntamento, ha invitato tutti coloro che vogliono esprimere le più variegate fregnacce sull’argomento a recarsi in Iran, l’unico Paese dove la libertà d’espressione non è soffocata da imperialisti e sionisti.
Forse perché non esiste?

postato da: fardtimes| Permalink | commenti (3)
categoria:politica, israele, humour, satira, diritti umani
mercoledì, 30 agosto 2006

Olmert con Kofi AnnanIl premier israeliano Ehud Olmert ha dichiarato oggi alla stampa di sperare che il “cessate il fuoco” imposto dall'Onu segni l’inizio di un nuovo tipo di rapporti con i libanesi.
Una dichiarazione accolta con sollievo dalla gente del paese dei cedri.
Dopo il culo che ci hanno fatto in questi ultimi mesi – è il commento unanime di bombardati e sfollati – qualsiasi tipo di rapporto intendano sarà comunque meno doloroso”.

martedì, 29 agosto 2006

NasrallahNella sua ultima apparizione televisiva il leader di Hazbollah, Nasrallah, ha dichiarato che se avesse saputo che la reazione di Israele sarebbe stata così devastante, non avrebbe ordinato di rapire i due militari israeliani.
La dichiarazione chiarisce bene il rapporto tra etica, politica, strategie militari, opportunismi più o meno personali, che si nasconde dietro il comportamento di coloro che molto spesso, con le loro azioni, determinano le sorti di milioni di persone.
Un comportamento che, in fondo, non si discosta molto da quello dei delinquenti comuni.
In sostanza, cioè, Nasrallah ha candidamente ammesso che rapire qualcuno (ma anche lanciare un razzetto ogni tanto, così per passare il tempo e farsi sentire: come dare una telefonata) non è un atto immondo e criminale: è solamente un azzardo nel caso la parte lesa si incazzi di brutto e gli faccia un culo così.
Questo è ciò che ha rischiato Hezbollah (e, di conseguenza, il Libano), e che forse si sarebbe consumato fino alle estreme conseguenze se non fosse intervenuta la comunità internazionale.
Su questa falsariga, è praticamente uno scherzo trovare in giro gente disposta a dar fuoco alle polveri di conflitti religiosi, interetnici, economici o personali e trasformarli in guerre di posizione interregionali per sedare le quali si deve rischiare la vita di altri esseri umani e sperperare milioni di euro che potrebbero essere destinati a ben più nobili scopi.
Ma se a (quasi) tutti va bene così...

postato da: fardtimes| Permalink | commenti (2)
categoria:libano, israele, cronaca, guerra, satira, diritti umani
mercoledì, 23 agosto 2006

Rischia di fallire il tentativo italiano di porsi al comando della forza Onu in Libano.
Dagli uomini che, nelle intenzioni di Romano Prodi e Massimo D’Alema, potrebbero guidare la composita formazione nella missione, sono infatti giunte le prime rinunce.
L’ex commissario tecnico Marcello Lippi ha fatto sapere che, ora che ha imparato le parole dell’inno di Mameli, non se la sente di mettersi da capo a studiare un nuovo testo. In inglese, per di più.
L’allenatore nerazzurro Roberto Mancini valuta troppo scarna la rosa degli uomini messi a disposizione dai Paesi che partecipano alla missione: “Mi sento più sicuro di far bene all’Inter, ora che ho a disposizione trentacinque elementi”.
Ci sarebbe Fabio Capello, un uomo che ha sempre dimostrato attaccamento ai colori sociali. Ma il “mister” del Real Madrid per lasciare la corazzata spagnola ha chiesto un impegnativo piano di rinforzi. A cominciare da Zinedine Zidane. Il francese, visto quello che ha combinato da solo e senza casco nella finale dei Mondiali, potrebbe fare sfracelli una volta dotato di regolare casco blu. Ma le regole di ingaggio vietano espressamente l’utilizzo di testate nell’espletamento dei compiti di interposizione.
E poi Capello sente puzza di bruciato dopo le parole pronunciate dal ministro della Difesa italiano, Artuto Parisi, che ha ha invitato l’Europa a dire “quanti scarponi mette”.
Con gli scarponi non si va da nessuna parte” - ha chiuso il discorso il mister – Ci vogliono uomini di qualità, esperienza ed entusiasmo”.
A questo punto, si fa strada la proposta avanzata nelle scorse ore dal presidente della Juventus, Giovanni Cobolli Gigli, disposto a mettere a disposizione Didier Dechamps con l’intera rosa juventina.
Un bel gesto, che oltretutto consentirebbe alla Juventus di risalire prepotentemente sulla ribalta europea dopo aver perso il diritto a disputare la Champions League per via delle sentenze di Calciopoli.

postato da: fardtimes| Permalink | commenti (3)
categoria:sport, libano, israele, cronaca, humour, guerra, satira, prodi, governo
martedì, 22 agosto 2006

Apprendo dalla stampa che i razzi "Katyusha" vengono costruiti in Russia, spediti in Iran e Siria, smistati da lì in Libano e quindi lanciati da Hezbollah su Israele.
Lo stesso avviene per i "C102", missili antinave di produzione cinese.
A questo punto, oltre a non essermi più chiaro il significato del termine “a corta gittata”, mi chiedo se in guerra, come nel biliardo, valga il "gioco di sponda".

postato da: fardtimes| Permalink | commenti (3)
categoria:politica, news, libano, israele, humour, guerra, satira



Heracleum