
categoria:politica, vignette, giustizia, humour, satira, umorismo, berlusconi, governo

Visto che l’argomento del giorno è la manifestazione “tutti contro tutti” di piazza Navona, non posso esimermi dal fare un frullato di cose serie, semiserie e per niente serie.
SERIO: Sull’ardito show della Guzzanti ripeto ciò che avevo espresso sul turpiloquio che valse a Luttazzi la sospensione del suo spettacolo su “La 7”: adoro la satira, lo sberleffo feroce, l’uso parsimonioso della parolaccia e lo spingersi al limite dell’insulto come mezzo indispensabile per dar vita ad una battuta geniale, o almeno ad un’elaborazione umoristica di un evento.
Le parole della Guzzanti, invece, e purtroppo, si sono fermate all’insulto da bar, all’invettiva che non ha bisogno di un comico e di un palco per essere ascoltata: è appunto sufficiente incrociare qualsiasi crocicchio di persone un po’ “grezze” che discutono di politica, religione e sesso, per fare il pieno di mini-show alla Guzzanti.
Ormai non mi scandalizza nemmeno più l’insulto gratuito, ma mi intristisce infinitamente il comico che lo usa per sostituire la trovata che non riesce a partorire e a proporre al pubblico.
Soprattutto quando il comico è generalmente di buon livello.
ANCORA SERIO: ho letto un po’ di commenti sulla fanghiglia aspersa da Grillo e dalla Guzzanti e ho notato che la condanna dei due interventi si è appuntata sugli attacchi al Papa, al presidente Napolitano, persino a Veltroni.
Non altrettanta evidenza (ma forse mi è sfuggita) è stata data agli insulti fatti piovere su Mara Carfagna. Al punto che mi sono chiesto: se a pronunciare quelle frasi fosse stato un rappresentante dell'altro sesso, come avrebbero reagito quelle anime pie in gonnella che in Parlamento hanno pure dato vita ad alleanze trasversali per difendere (giustamente) quote rosa, pari dignità e opportunità tra i sessi, e che ogni giorno ci grattugiano i santissimi rammentandoci che una donna piacente non deve per forza essere cretina o darla per fare carriera e cose di questo genere?
SATIRICO: Straordinaria “Repubblica”, che in un articolo sui commenti agli espliciti riferimenti della Guzzanti al sesso orale ha riportato la dichiarazione, ovviamente disgustata, del vice-capogruppo del Pdl alla Camera, Italo Bocchino.
ANCORA SATIRICO: Ritengo comunque che sia inammissibile consentire ad un comico di insultare pesantemente da un palco un ministro. La Carfagna dovrebbe quindi dimettersi.
Aveva ragione Berlusconi quando lo presentò per la prima volta agli italiani nel corso di una puntata di “Porta a porta”: Giulio Tremonti è davvero un genio.
Magari non della finanza spicciola, e neppure dell’economia (domestica o di Stato). Sicuramente della creatività fine a se stessa.
Già sarebbe, infatti, un vero colpo da maestro, degno del miglior giocatore d’azzardo, l’idea di proporre ai sindacati un accordo che non prevede alcuna redistribuzione del reddito ai lavoratori, poiché “l’andamento delle entrate esclude l’esistenza di cosiddetti tesoretti”.
Né deduzioni, né detrazioni per famiglie, pensionati, lavoratori in genere, ma solo la promessa di fare qualcosa in un futuro neanche tanto prossimo, e solo se il Pil tornerà a salire.
La genialità sta però nell’aver definito la proposta “il patto della speranza”. Un termine che alimenta l'illusione che le cose non volgano proprio al peggio.
Invece, e purtroppo, sono proprio gli slogan a farci capire che abbiamo già un piede oltre l'orlo del baratro. Dopo i famosi patti “della crostata” e “dello Sciacchetrà”, che celebravano altrettanti accordi almeno con una fetta di dolce o un bicchiere del famoso “passito” delle Cinque Terre, ora infatti abbiamo saltato a pié pari la frutta e persino il caffè e ci siamo affidati alla speranza. L’impressione è che comunque, per quanto si possa cercare di prendere tempo raccontando barzellette o intonando stornelli e canzoni da osteria per restare al tavolo il più a lungo possibile, il momento del conto stia ormai per arrivare.
Avversari politici e magistrati hanno deciso una tregua ai loro strumentali e violenti attacchi contro Silvio Berlusconi.
La decisione è maturata dopo che il premier ha minacciato pubblicamente: “Se continueranno a lanciarmi fango, lo modellerò, ci soffierò sopra e creerò altri Bondi, Tremonti, Schifani e Bonaiuti”.
Il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, ha assicurato che spariranno i rifiuti dalla Campania entro la fine di luglio.
Il Governo ha infatti pronto un decreto legge che proroga luglio fino a novembre.

Daniela Santanché in fila per lasciare le sue impronte digitali
Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha annunciato che anche i bimbi che vivono nei campi nomadi verranno sottoposti a “censimento” attraverso il rilevamento delle impronte digitali.
Sembra che per rendere meno traumatica l’inquietante procedura, al posto dell’inchiostro verrà utilizzata la Nutella, che i piccoli ovviamente potranno leccare dalle dita alla fine dell’operazione.
“Mi metterò in fila anch’io” ha replicato l’ex ministro della Solidarietà sociale: dichiarazione sibillina da parte di uno che di cognome fa …Ferrero.
Mentre lo sciagurato sistema politico-economico italiano ci sta pervicacemente mandando in rovina, i più lucidi maestri del pensiero ingannano il tempo (peraltro lautamente retribuito) a chiedersi se sia giusto garantire l’immunità alle più alte cariche dello Stato liberandole da qualsiasi procedimento o indagine giudiziaria a loro carico.
Nessuno, finora, sembra essersi chiesto perché sia acclarato che le più alte cariche dello Stato debbano delinquere.