martedì, 20 marzo 2007

Reazioni contrastanti nel mondo politico alla proposta del presidente dei Ds, Piero Fassino, di invitare anche i Talebani al tavolo di pace sull’Afghanistan.
Scettico il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, che ha fatto notare il rischio che la scarsa professionalità degli studenti coranici nella ristorazione si ripercuota sulla qualità del buffet e sul servizio in sala.
Silvio Berlusconi ha invece posto l’accento sulla necessità di affidarsi ad una buona casa di produzione per la regia e le riprese filmate. All’ex premier non sono infatti piaciuti i video fino ad oggi girati e diffusi dai Telebani, considerati poco professionali e buoni tutt’al più per la sezione di filmini amatoriali di “Paperissima”.
Alla fine, Fassino ha provato a rassicurare tutti chiarendo il significato umanitario del termine “invitati”. Secondo l’esponente diessino, infatti, almeno per tutta la durata della conferenza i Talebani potrebbero finalmente mangiare un piatto caldo.

giovedì, 08 febbraio 2007

Nel percorso che dovrebbe portare alla costituzione del Partito democratico, e che si arricchisce quotidianamente di interventi dal mondo politico e da quello della cultura, meritano una segnalazione, per acume e semplicità, due dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi ad un incontro tra i Ds e gli intellettuali.
La semplicità dei neologismi si trova nelle pieghe del discorso di Piero Fassino: “Bisogna dare al partito che nasce una carattere valoriale”. E comunque, c’è valore e valore.
L’astrofisico Roberto Battiston si è spinto più in là, lanciando l’innovativo slogan delle tre “Q”: qualità, qualità, qualità.
La farmacologa Elena Cattaneo, poi, per dar spazio alla meritocrazia, ha proposto il “modello Taiwan”: premi a chi viene pubblicato sulla prestigiosa rivista Science. Proprio nel giorno in cui su Repubblica appare un fondo in cui Vittorio Sgaramella ricorda come proprio “Science a Nature siano il bersaglio preferiti in camice bianco.Il motivo? Pubblicarvi un articolo è il sogno di tutti i ricercatori”.
Lo scorso anno fu lo stesso il direttore di Science, D. Kennedy, a lanciare l’allarme sulle “bufale” pubblicate in buona fede dalla rivista: “L’ambiente scientifico oggi presenta maggiori incentivi per la produzione di lavori intenzionalmente fuorvianti o distorti da interessi personali”.

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mercoledì, 22 febbraio 2006

La battaglia elettorale ha scatenato una vera e propria l’offerta al rialzo sui contributi in favore delle nascite. Il governo ha già stanziato mille euro nell’ultima Finanziaria per ogni nuovo nato.
Così Prodi ha rilanciato con 2.500 annui da erogate fino al compimento dei 18 anni.
Il centrodestra ammonisce gli elettori: “Li ingrassano per farli mangiare dai comunisti”.
Pronta la replica: “Calunnie. Se vinceremo noi, la linea del governo sarà quella sfoggiata da Fassino, altro che ingrasso!”.
Sconcerto, intanto, tra i pensionati a 500 euro al mese: “Abbiamo lavorato una vita e prendiamo meno dei ragazzini”.
Immediata la correzione di rotta dell’Unione: “Daremo 2.500 euro anche agli anziani il cui stato di salute mentale li fa regredire all’infanzia”.
Ma si stanno già formando delle temibilissime “old-gang” di nonni ultrasessantenni dedite a rapinare delle merendine i nipotini a loro affidati dai genitori.

venerdì, 20 gennaio 2006

Bernheim

Tu sei buono e ti scroccano le cene.
Sei cattivo e ti scroccano le cene.
Qualunque azione hai, a chiunque la darai,
sempre cene a scrocco pagherai.
Tu sei ricco e ti scroccano le cene.
Non sei ricco e ti scroccano le cene.
D’Alema o Berlusconi ti danno il nulla osta
se in tavola non manca l’aragosta.
Sarà così
finché vivrai.
Sarà così.
Li accontenti, e ti scroccano le cene.
Non li fili, e ti scroccano le cene.
Qualunque cosa fai, capire tu non puoi
se è bene o male quello che tu fai.
Compri azioni e ti scroccano le cene.
Gliele cedi e ti scroccano le cene.
E il giorno che vorrai difenderti vedrai
i voltafaccia che ritroverai.
Sarà così
finché vivrai
Sarà così
Tu sei buono e ti scroccano le cene.
Sei cattivo e ti scroccano le cene.
Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai,
laute cene a tutti pagherai.

martedì, 17 gennaio 2006

Credo che a Piero Fassino, volendo divertirsi, uno possa imputare un po’ tutto ciò che vuole: telefonate, pressioni, interessamenti, suggerimenti, ecc.
Ma accusare il segretario dei Ds di aver visto esponenti del mondo finanziario e imprenditoriale nel corso di pranzi e cene mi sembra palesemente una bufala.
Che per essere smentita non ha bisogno di giudici: basta una bilancia.

sabato, 07 gennaio 2006

Massimo D'AlemaReduce da un lungo silenzio, Massimo D’Alema è uscito allo scoperto sulla vicenda Unipol.
Dopo aver chiarito, in sostanza, che i Ds “non sono colpevoli di nulla”, denunciato l’attacco di “un capitalismo asfittico e miope”, accusato “una borghesia stracciona” di aver cercato di bloccare un’operazione che la insidiava, e infine aver ribadito che non venderà la sua barca (ma chi glielo ha chiesto?), a chi si aspettava qualche parola sul contenuto dei dialoghi intercettati tra Fassino e Consorte, il presidente dei Ds ha rilasciato il seguente commento: “Siamo l'unico Paese al mondo in cui leggendo su un giornale di proprietà della famiglia del premier la trascrizione illegittima dell'intercettazione telefonica di un leader dell'opposizione, anziché scattare su e denunciare lo scandalo, l'attentato alla democrazia, si discute del contenuto della telefonata”.
Un po’ come se, appreso di un tizio che al bar svela agli amici con dovizia di particolari le sue performance erotiche con nostra moglie (s)vestita di lingerie rossa, presentassimo una denuncia per calunnia perché nostra moglie odia il rosso.

mercoledì, 04 gennaio 2006

Checché ne dicano i Ds e nonostante il guanto di velluto che usa il resto del centrosinistra per commentare la vicenda, le intercettazioni delle telefonate del segretario diessino, Piero Fassino, hanno rivelato un particolare agghiacciante, che allunga un’ombra inquietante sul leader del maggior partito politico della sinistra.
Ne esce una figura diversa da come ce l’avevano tratteggiata in questi anni: politico lungimirante, uomo integerrimo, compagno interamente dedito al partito, marito affettuoso, interlocutore incline al dialogo senza mai una parola sopra le righe.
Ora il partito è sconvolto. Persino la sua “tata”, che qualche mese fa lo aveva riabbracciato nella trasmissione di Maria De Filippi e dopo tanti anni ne aveva notato l’unico cambiamento nella esasperante magrezza, oggi è una donna distrutta che non si sa capacitare dello scivolone, della caduta di stile dell’ex mito Piero.
Non resta quindi che prenderne atto e pensare al da farsi, perché la trascrizioni delle intercettazioni lo inchiodano alle sue responsabilità: durante uno dei colloqui telefonici con Giovanni Consorte, l'ex amministratore delegato di Unipol, Fassino ha infatti detto “Cazzo!”.

sabato, 22 ottobre 2005

Nella puntata di questa sera di “C’è posta per te” il segretario dei Ds, Piero Fassino, incontrerà Elsa, la sua governante di 40 anni fa.
Nella trasmissione, registrata ieri, la “tata” ha ammesso di essere in parte responsabile della magrezza attuale del leader politico.
Piero - ha spiegato la signora Elsa – è stato allevato mangiando bambini, nella più pura tradizione culinaria comunista. Col passaggio dal Pci ai Democratici di sinistra l’abitudine è caduta in disuso e Piero ha cominciato ad accusare i primi preoccupanti cali di peso dovuti a carenza di proteine animali. Spero per lui che adesso, tra l’influenza aviaria, i pericoli derivanti dagli ogm, la mucca pazza e gli altri alimenti a rischio, il partito possa ripristinare l’antica dieta”.




Heracleum