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Non so se e quanto Silvio Berlusconi sia effettivamente preoccupato delle intercettazioni effettuate sulle sue conversazioni telefoniche. Però è un dato di fatto che il suo Milan da un po’ di tempo comunica con le altre società solo attraverso l’invio di fax o le visite dirette a domicilio di Adriano Galliani.
Aveva ragione Berlusconi quando lo presentò per la prima volta agli italiani nel corso di una puntata di “Porta a porta”: Giulio Tremonti è davvero un genio.
Magari non della finanza spicciola, e neppure dell’economia (domestica o di Stato). Sicuramente della creatività fine a se stessa.
Già sarebbe, infatti, un vero colpo da maestro, degno del miglior giocatore d’azzardo, l’idea di proporre ai sindacati un accordo che non prevede alcuna redistribuzione del reddito ai lavoratori, poiché “l’andamento delle entrate esclude l’esistenza di cosiddetti tesoretti”.
Né deduzioni, né detrazioni per famiglie, pensionati, lavoratori in genere, ma solo la promessa di fare qualcosa in un futuro neanche tanto prossimo, e solo se il Pil tornerà a salire.
La genialità sta però nell’aver definito la proposta “il patto della speranza”. Un termine che alimenta l'illusione che le cose non volgano proprio al peggio.
Invece, e purtroppo, sono proprio gli slogan a farci capire che abbiamo già un piede oltre l'orlo del baratro. Dopo i famosi patti “della crostata” e “dello Sciacchetrà”, che celebravano altrettanti accordi almeno con una fetta di dolce o un bicchiere del famoso “passito” delle Cinque Terre, ora infatti abbiamo saltato a pié pari la frutta e persino il caffè e ci siamo affidati alla speranza. L’impressione è che comunque, per quanto si possa cercare di prendere tempo raccontando barzellette o intonando stornelli e canzoni da osteria per restare al tavolo il più a lungo possibile, il momento del conto stia ormai per arrivare.
Avversari politici e magistrati hanno deciso una tregua ai loro strumentali e violenti attacchi contro Silvio Berlusconi.
La decisione è maturata dopo che il premier ha minacciato pubblicamente: “Se continueranno a lanciarmi fango, lo modellerò, ci soffierò sopra e creerò altri Bondi, Tremonti, Schifani e Bonaiuti”.
Il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, ha assicurato che spariranno i rifiuti dalla Campania entro la fine di luglio.
Il Governo ha infatti pronto un decreto legge che proroga luglio fino a novembre.
Il giudice del lavoro di Roma ha accolto il ricorso dei legali di Agostino Saccà, il direttore di RaiFiction che era stato sospeso dall’azienda radiotelevisiva per essere rimasto coinvolto nella vicenda delle intercettazioni telefoniche con Silvio Berlusconi e indagato dalla Procura di Napoli.
Saccà sarà quindi reintegrato nel suo ruolo e nelle sue funzioni, e manterrà il suo stipendio e il suo numero di telefono.
Mentre sta cercando di riscrivere la legge di Newton, privilegiando i processi da celebrare a seconda del suo personale “principio di gravità”, e dopo aver ottenuto un cortese ma fermo rifiuto dal Papa sulla norma che vieta la concessione dell’eucarestia ai divorziati, Silvio Berlusconi ha rassicurato i fedeli garantendo che non metterà mano ad una revisione dei dieci comandamenti.
Si concentrerà invece sulla riforma del primo principio della termodinamica, dimostrando, rispettivamente con le sue ricchezze private e lo sfascio in cui versa l’Italia, che non è affatto vero che “nulla si crea e nulla si distrugge”.
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sinceramente preoccupato per le conseguenze dell’emendamento “salva-premier” al decreto sicurezza paventate dai magistrati (“salteranno centomila processi”), sta studiando un escamotage per scongiurare gli effetti devastanti del provvedimento senza sconfessare clamorosamente il proprio operato.
Sembra che, alla fine, la soluzione si troverà rendendo simbolica la norma: dei centomila processi, a non essere celebrato sarà solamente uno.