Nessuno sapeva niente del piano di riassetto pensato per Telecom da Marco Tronchetti Provera. Così come nessuno sapeva delle sue dimissioni.
Prodi, che non ne era a conoscenza, si limita a “prenderne atto”.
Il sottosegretario all’Economia, Sergio D’Antoni, lascia aperta la speranza e anticipa che “capiremo qualcosa solo nei prossimi giorni”.
Il ministro dello Sport, Giovanna Melandri, appare sorpresa della nomina di Guido Rossi, il commissario straordinario della Federcalcio, e dice di attendere da questi “un chiarimento nelle prossime ore”.
Corrado Faissola, il presidente dell’Abi (Associazione bancaria italiana), rilascia alla stampa un laconico “no comment” di circostanza.
Roberto Colaninno, ex numero uno dell’azienda telefonica, dichiara di essere “lontano e distante” e di “non conoscere i fatti”.
Il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, dalla Cina, fa sapere che “certe volte è meglio dimenticare ciò che accade in Italia”.
Insomma, per sapere come sono andate le cose su un affare che coinvolge, oltre che un settore industriale strategico per l’economia italiana, anche migliaia di piccoli azionisti, anche questa volta non resta che augurarci che vengano fuori un po’ di intercettazioni telefoniche.
Visto il mutismo da cui sembrano essere stati tutti contagiati, sarebbero anche sufficienti (ed eloquenti) le facce dei diretti interessati captate dagli schermi dei videofonini.