Pagherà il canone Rai chiunque abbia un contratto di energia elettrica. E se non ha un televisore dovrà dimostrarlo.
La proposta anti-evasione, presentata dal consigliere d’amministrazione dell’ente televisivo Angelo Maria Petroni e già all’esame del ministro Tremonti, si fonda su una sorta di equazione alla rovescia: visto che per far funzionare la Tv serve la corrente elettrica, chi ha un contratto con l’Enel ha anche un apparecchio televisivo.
A parte il fatto che semmai è vero il contrario (chi fa funzionare una televisore deve per forza disporre di elettricità, e quindi chi paga il canone Rai dovrebbe anche pagare l’Enel), l’idea apre il campo ad altre “equazioni creative” utilissime per scovare evasori in altri campi della fiscalità.
Chi ha un garage deve avere anche un’automobile, chi è servito da acqua potabile è sicuramente proprietario di una piscina, chi ha sulla porta d’ingresso un ferro di cavallo possiede quantomeno una scuderia e forse anche un ippodromo.
E ovviamente chi detiene un rasoio molto probabilmente convive con la suocera.








Il giudice del lavoro di Roma 
Ah Silvio, che delusione! Mi ero illuso che l’invito a contrarre matrimoni con facoltosi giovanotti, rivolto in diretta tv alle giovani studentesse di belle speranze e scarse prospettive, contenesse almeno un brandello di soluzione al problema della precarietà del lavoro.
Da scrupolosa professionista dello spettacolo, Elisabetta Gregoraci si porta avanti col lavoro senza lasciare nulla al caso anche nel campo sentimentale.
Clamoroso colpo messo a segno dalla Rai: le