


A scavare tra le righe, la sentenza di condanna (quattro anni e mezzo di carcere) di David Mills da parte della Corte d’appello di Milano svela una trama degna del miglior sceneggiatore di commedie all’italiana.
Secondo i giudici, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha pagato 600 mila dollari l’avvocato inglese affinché fosse reticente in due procedimenti giudiziari che vedono imputato lo stesso premier. Anche se il processo (in caso di ricorso alla Cassazione) non andasse in prescrizione (ma il termine ultimo è aprile 2010…), l’avvocato potrà comunque usufruire dell’indulto e scongiurare il carcere.
Come non bastasse,
Però bisogna ammettere che Giulio Tremonti è davvero un chirurgo con i controfiocchi. Da sempre tacciato di sapersela cavare solamente con l’uso del bisturi, stavolta ha dimostrato di saper fare il proprio mestiere a tutto tondo.
Al ministro-chirurgo è infatti bastata un’oretta di lavoro certosino con pinzette e punti di sutura per rimediare alla grossolana ferita causata inopinatamente il giorno prima dal suo capo, Silvio Berlusconi.
Una volta tolti i punti, del taglio all’Irap non resterà nemmeno l’ombra di una cicatrice.
Per tre giorni la visita di Berlusconi in Russia dall’amico Putin è stata presentata dagli organi di stampa come un mistero. Nessun incontro con i media, nessun giornalista al seguito, nessuna indiscrezione.
E il mondo (mediatico) che si chiedeva: cosa sarà mai andato a fare il premier italiano dal collega russo in così gran segreto?
Bastava attendere. La spiegazione è giunta, puntuale, al suo rientro in patria.
Appena il presidente del Consiglio ha rimesso piede in Italia, infatti, il Popolo della libertà ha immediatamente lanciato alle opposizioni la proposta: “Facciamo una bicamerale!”.
Lasciando così intendere che Berlusconi era tornato dalla Russia con un altro “lettone di Putin”.
Dopo le perplessità suscitate dall’investitura, da parte di Dario Franceschini, di Jean Touadi (“perché nero”) come suo vice in caso di conquista della segreteria del Partito Democratico, ora si succedono le indiscrezioni sulla vicenda.
Quella di Touadi, in realtà, si tratterebbe di una seconda scelta.
Alla frenetica ricerca di candidati rappresentanti più o meno reali “minoranze”, Franceschini avrebbe sondato prima la disponibilità di Topo Gigio, personaggio tornato popolarissimo grazie alla campagna informativa sulla nuova influenza.
Il topo, però, ormai avvezzo a riconoscere e ad evitare le trappole, avrebbe declinato l’invito per timore che le primarie consegnino al segretario un partito di “quattro gatti”.
Il Parlamento Europeo ha bocciato sia la risoluzione dei parlamentari italiani di centrodestra che affermava l’esistenza in Italia della libertà di stampa, sia quella diametralmente opposta dei gruppi del centrosinistra che ne denunciava la mancanza.
Che anche l’Europarlamento abbia capito che in Italia non c’è proprio stampa?
L’Italia avrà almeno tre illustri città candidate ad ospitare le Olimpiadi del 2020.
Dopo Roma e Venezia, infatti, anche Palermo si è proposta per organizzare l’evento.
Visti gli scandali e le inchieste che hanno lasciato in eredità i Mondiali di calcio del 1990 e gli Europei di nuoto dello scorso agosto, proprio la città siciliana sembrerebbe al momento quella maggiormente attrezzata ad affrontare la manifestazione.
Non fosse altro che per la vicinanza di Palermo a Vigata, sede del commissariato di Polizia dove opera nientemeno che il famigerato commissario Montalbano.
