Il decreto che concede libertà d’azione ai sindaci per salvaguardare la pubblica sicurezza e il decoro nelle città ha subito dato la stura alla creatività, fino ad oggi evidentemente tarpata, dei primi cittadini, che non hanno perso tempo a mostrare al mondo la loro capacità di gestire gli aspetti determinanti della pubblica amministrazione.
Ne è così scaturito un complesso di divieti, ritagliati sui singoli territori comunali, destinati a semplificare ulteriormente la già facile esistenza quotidiana dei cittadini.
Ad esempio, ad Eboli è multato con 500 euro chi viene sorpreso in auto in atteggiamenti amorosi. Cristo compreso, se avrà la disavventura di rifermarvisi.
A Capri e Positano è vietato passeggiare con gli zoccoli, ma si potrà continuare a farlo con le zoccole, purché siano poco rumorose.
A Forte dei marmi, nota cittadina toscana a forte vocazione agricola, è vietato utilizzare potatori, motozappe e motoseghe dal venerdì alla domenica, periodo nel quale pare si scatenasse la corsa dei vip a far vita da mezzadri.
Nel centro storico di Lucca non è più possibile dare da mangiare ai piccioni: i volatili dovranno arrangiarsi a condividere l’aperitivo con gli avventori dei bar spizzicando patatine e arachidi direttamente dai piattini, attenti a non far intuire di essere stati invitati pr non mettere nei guai gli amici-clienti.
A Genova è vietato circolare la notte con bottiglie di alcolici in mano in alcune vie del centro storico, mentre basta girare l’angolo e imboccare un’altra strada per potersi sfare di birra e guerreggiare con i cocci di vetro.
Particolare fonte di ispirazione per i sindaci sembrano però essere le panchine.
A Voghera un’ordinanza ne vieta l’utilizzo dopo le 23 a gruppi composti da più di tre persone. E forse sono già allo studio panchine più corte.
A Novara è proibita la sosta notturna nei parchi a gruppi di più di due persone. La gente potrà quindi fare al massimo proprio due chiacchiere. Se tre amici si incontreranno casualmente, per comunicare dovranno nominare un portavoce disposto a spostarsi da un gruppo ad un altro e riferire ogni parte della conversazione.
A Viareggio, invece, sulle panchine è proibito appoggiare i piedi.
L’unica speranza di sopravvivenza che resta è cittadini è che il governo emani al più presto un altro decreto: che vieti la candidatura a sindaco ai creativi affetti da paranoia.