Ecco le ultime dal fronte elettorale, tra embargo, fotocopiatori di programmi, “Sali e Tabacci” e plebiscitarie San Tanché.
De Mita
Ciriaco De Mita si rifiuta di lasciare il Parlamento. In fondo ha solo 80 anni: Castro si è fatto da parte, ma ne ha già 81.
Qualcuno ha suggerito di applicargli l’embargo, magari iniziando col togliergli le carte da tressette. Ma dagli Usa avvertono: "Se non ha funzionato con Fidél, figuriamoci con Ciriaco".
In una sfiziosa intervista a “Controcorrente”, il leader di Nusco ha risposto a tutte le domande di Corrado Formigli premettendo ogni volta “Lei sta semplificando”. Persino dopo un commento di un politologo che gli rinfacciava la sua innata tendenza a complicare le questioni, De Mita ha detto “Non si può semplificare così”.
Tanto che, dopo ogni risposta, Formigli riprendeva l’intervista riassumendo: “Vediamo se ho capito bene”, oppure “Se non sbaglio lei ha detto...”, o “Mi faccia capire meglio...”. Insomma, una trasmissione davvero controcorrente.
Mastella
Clemente Mastella è alla ricerca di un qualche apparentamento. Ma persino la Rosa bianca lo ha “sgamato” e lo evita accuratamente. “Non abbiamo mica scritto in fronte Sali e Tabacci!” dicono dal partito centrista. E d’altra parte una formazione così piccola non avrebbe a disposizione quel serbatoio di posti che sicuramente Mastella pretenderebbe affinché l’Udeur abbia “adeguata rappresentatività e pari dignità”.
Veltroni
Nel Partito democratico continua lo svecchiamento imposto da Veltroni. L’ormai ex sindaco di Roma ha infatti candidato in un solo colpo quattro ventenni (Umberto Veronesi) e gli sono addirittura avanzati un paio d’anni.
Berlusconi
Dal Popolo delle libertà, Berlusconi accusa Veltroni di copiargli il programma. E la cosa assume i connotati dell’intrigo internazionale, perché Veltroni giura di copiare da Barack Obama. Ma Obama è stato accusato a sua volta di copiare da Hillary Clinton.
Ecco, se Hillary ammettesse di ispirarsi a sua volta a Berlusconi, il cerchio finalmente si chiuderebbe e al Cavaliere sarebbe giustamente riconosciuto il prestigioso copyright per le idee multipartisan e transoceaniche.
Santanché
Chi non ha incertezze è invece “La destra” di Francesco Storace. Gli ex missini hanno infatti deciso di candidare alla presidenza del Consiglio Daniela Santanché.
La Santanché, che nella puntata di ieri della trasmissione “In mezz’ora” si è detta “orgogliosa di essere fascista” ed è persino riuscita a citare una dichiarazione rilasciata da Fini il 16 dicembre 2008 (boh!), è stata candidata all’unanimità, per alzata di braccio. Ed ha ringraziato a sua volta i sostenitori con un’alzata di dito, confermando il grande feeling esistente tra il vertice e la base del partito.