mercoledì, 31 ottobre 2007

Dopo la bocciatura alla Camera della proposta di istituire una commissione d’inchiesta sui fatti del G8 di Genova, anche grazie al voto contrario di Mastella e Di Pietro, la prossima settimana l’assemblea sarà chiamata a votare la proposta di istituire una commissione d’inchiesta che indaghi su come sia potuto accadere che il ministro della Giustizia e quello delle Infrastrutture abbiano votato allo stesso modo.

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Com'è che adesso piace così tanto il
sistema tedesco con sbarramento?

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martedì, 30 ottobre 2007

La benedizione de nuovo PZH2000 prodotto dall'Oto MelaraNell’udienza concessa ai farmacisti cattolici, impegnati nel loro congresso internazionale, Papa Benedetto XVI ha chiesto di esercitare il diritto all’obiezione di coscienza e di “non collaborare direttamente o indirettamente alla fornitura di prodotti che abbiano come scopo delle scelte chiaramente immorali, come ad esempio l’aborto e l’eutanasia”.

L’invito ha sconcertato i farmacisti. Nel primo caso (l’aborto), infatti, è evidente il riferimento alla cosiddetta “pillola del giorno dopo”, la RU486.

Nel secondo, però, il richiamo è a quei farmaci che potrebbero essere utilizzati per abbreviare le sofferenze dei malati terminali somministrando loro la “buona morte”.
Ma, in questo caso, è sufficiente leggere gli effetti collaterali di qualche migliaio di medicine, tra quelle che quotidianamente e tranquillamente (o incoscientemente) assumiamo, dagli antinfiammatori ai cortisonici, per accorgersi di come il Pontefice in realtà intenda mettere al bando l’intera farmacologia, frutto proibito del moderno illuminismo nonché del relativismo.

Da domani, acqua santa (per i bimbi, un po’ di saliva della mamma sulle ferite), una preghierina e via...

Nel frattempo, in attesa di sapere cosa pensano dell’iniziativa del Pontefice le case farmaceutiche produttrici dei farmaci da boicottare (se io invitassi la gente a non comprare auto “Fiat” o biscotti del “Mulino Bianco” sarei immediatamente processato e crocifisso sul posto su croci in simil-mogano griffate “Foppa Pedretti”), l’offensiva commerciale del Pontefice potrebbe proseguire.
Con l’invito agli edicolanti a non vendere “Il Manifesto” e “Liberazione”; ai droghieri a sconsigliare i vini che non si sposino beatamente con i tarallucci; ai venditori di souvenir a non esibire collanine prive dei “grani” del rosario.

Una deroga, invece, sarà prevista per le aziende belliche: carri armati, cacciatorpediniere e corvette potranno continuare ad essere benedetti al momento del varo. I loro proiettili, infatti, non sono destinati a provocare una “buona morte”, ma una morte “buona e giusta”.

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categoria:religione, scienza, sesso, humour, guerra, satira, medicina

Votando al Senato con l’opposizione contro l’emendamento che prevedeva la messa in liquidazione della società Ponte sullo Stretto spa, il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, ha ribadito di essere contrario alla costruzione del collegamento tra la terraferma e la Sicilia, ma di aver voluto mantenere in vita la società nel caso qualcuno in futuro cambiasse idea.

Ora il lungimirante Di Pietro sta valutando l’opportunità di costituire una società in grado di gestire il servizio di teletrasporto, nel caso gli scienziati dimostrassero l’effettiva possibilità di una sua concreta realizzazione in un prossimo futuro.

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lunedì, 29 ottobre 2007

" I magistrati evitino la perniciosa ricerca del consenso della piazza"
(On. Clemente Mastella)

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sabato, 27 ottobre 2007

Appreso dalle agenzie di stampa che questa notte tornerà l’ora solare, Romano Prodi ha espresso vivo apprezzamento per il provvedimento, che consentirà al governo di restare in carica un’ora in più.
Oltretutto in un periodo della giornata, quello notturno, nel quale non sono previste riunioni al Senato.

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categoria:politica, humour, satira, prodi, governo
venerdì, 26 ottobre 2007

Dopo i pasticci dei giorni scorsi e le conseguenti sollevazioni popolari e politiche, il Governo ha rimesso ordine nei provvedimenti che riguardano l’obbligo di registrazione per i blog, l’esistenza delle Comunità montane, il limite ai contratti di lavoro a tempo determinato.
Ora, finalmente, è tutto più chiaro. Per continuare ad esistere, le Comunità montane dovranno iscriversi al Registro degli operatori della comunicazione. I titolari di contratti a termine potranno rinnovarli solo se risiedono in paesi situati oltre i 600 metri sul livello del mare. I blog non potranno durare più di 36 mesi, con una sola possibilità di deroga per quello dell’onorevole Clemente Mastella.
Il quale, peraltro, non dovrebbe usufruire dell’agevolazione in quanto geneticamente non programmato per fare una cosa per più di tre anni.

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categoria:politica, lavoro, web , humour, satira, governo
giovedì, 25 ottobre 2007

Sapevo che anche noi, frettolosi e un po’ superficiali uomini ipertecnologici, capaci di sprofondare nell’estasi davanti allo sguardo enigmatico della Gioconda o alla magnificenza degli affreschi della Cappella Sistina, saremmo stati in grado di lasciare un segno tangibile nella storia dell’arte.
Con tutto il rispetto per i nostri antenati, mi sono sempre detto, perché le opere più significative, apprezzate e visitate dell’immenso patrimonio artistico mondiale sono collocate temporaneamente nell’antichità, o, comunque, almeno a qualche secolo di distanza da noi?
Come se il genio e la bellezza avessero posto fine alla loro felice e fertile convivenza con l’avvento della società moderna.
Così stamattina, quando ho letto su Repubblica un articolo di Stefano Bartezzaghi che sfata una serie di luoghi comuni universalmente accettati, (tra cui il nascondere la testa sotto terra da parte dello struzzo; oppure il mutamento di colore dei camaleonti per mimetizzarsi), mi sono sentito sollevato e un po’ orgoglioso nell’apprendere che la più grande costruzione realizzata dall’uomo sulla Terra non è la piramide di Cheope, né la Muraglia cinese.
Con tutto il rispetto per i nostri antenati, la più grande realizzazione umana sul nostro pianeta è infatti un’opera moderna, iniziata negli anni ’50 e consolidata di contenuti fino ai giorni nostri. Si estende su un’ex palude newyorkese, è più alta della statua della Libertà e copre 25 volte il volume della piramide di Giza.
E’ la discarica a cielo aperto di Fresh Kills, che accoglie ogni giorno 17 mila tonnellate di spazzatura e offre agli eventuali visitatori il sottofondo musicale del ronzio delle chiatte che fanno la spola tra la terraferma e Staten Island. Chiusa nel marzo 2001, venne riaperta sei mesi dopo per accogliere le macerie e i resti umani di Ground Zero.
Sì, la più imponente costruzione mai realizzata dall’uomo sulla Terra è una discarica-cimitero. Ma è tutta opera nostra, non dei nostri antenati.

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categoria:ambiente, cronaca, humour, satira
martedì, 23 ottobre 2007

La contestazione dei contadini indiani (Globalpress)Il nostro vessillo non può certo ignorare le ragioni della falce, ma ora è giusto dare priorità al martello”.
Una delle più geniali battute da quando bazzico il web l’ho incontrata questa mattina su un articolo di Liberazione.
Peccato che a coniarla sia stato il capo del partito comunista indiano per legittimare l’insediamento del grande complesso siderurgico di Fiat e Tata (per fabbricare un’auto a basso costo) in una fertilissima area agricola di 400 ettari nel Bengala occidentale sottratta alla popolazione locale impugnando (secondo la denuncia dell'attivista indiana Medha Patkar) una legge coloniale del 1894, scacciando i mezzadri e i proprietari e soffocando i disordini conseguenti all’esproprio persino con l’ausilio di gruppi paramilitari.

Quando si dice “riso amaro”...

Probabilmente anche per via del marasma in cui è piombato l’intero mondo della giustizia italiana, dal suo ministro ai magistrati, tra riforme mai portate a termine, indulti più o meno opportuni e indagini ostacolate o persecutorie (oggi mi sento buono ed ecumenico e quindi non emetto giudizi), è passata inosservata la notizia che il tribunale del lavoro di Foggia ha fissato al 27 febbraio 2020 la prima udienza della causa che due braccianti pugliesi hanno intentato il settembre scorso contro l’Inps.
Si trattasse della vertenza aperta da un ventenne neoassunto, si potrebbe pensare semplicemente alle croniche lungaggini del nostro sistema giudiziario, magari un tantino aggravate dal gran daffare che ai giudici di questi tempi portano sia le sciagurate iniziative ministeriali e parlamentari che le campagne mediatiche orchestrate in difesa del loro diritto ad indagare.
Ma, in questo caso, vittime del provvedimento del tribunale foggiano sono due agricoltori settantenni che chiedono all’Istituto di previdenza italiano di ricalcolare la loro pensione. Della quale, forse, vorrebbero usufruire mentre sono ancora in vita.
E l’aver fissato la prima udienza fra 13 anni lascia supporre che, nell’indifferenza generale, e proprio quando le ipotesi di riforma del sistema giudiziario sembrano contemplare la riduzione dei gradi di giudizio, in realtà in Puglia se ne sia introdotto un quarto: il giudizio universale.

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Heracleum