Nell’udienza concessa ai farmacisti cattolici, impegnati nel loro congresso internazionale, Papa Benedetto XVI ha chiesto di esercitare il diritto all’obiezione di coscienza e di “non collaborare direttamente o indirettamente alla fornitura di prodotti che abbiano come scopo delle scelte chiaramente immorali, come ad esempio l’aborto e l’eutanasia”.
L’invito ha sconcertato i farmacisti. Nel primo caso (l’aborto), infatti, è evidente il riferimento alla cosiddetta “pillola del giorno dopo”, la RU486.
Nel secondo, però, il richiamo è a quei farmaci che potrebbero essere utilizzati per abbreviare le sofferenze dei malati terminali somministrando loro la “buona morte”.
Ma, in questo caso, è sufficiente leggere gli effetti collaterali di qualche migliaio di medicine, tra quelle che quotidianamente e tranquillamente (o incoscientemente) assumiamo, dagli antinfiammatori ai cortisonici, per accorgersi di come il Pontefice in realtà intenda mettere al bando l’intera farmacologia, frutto proibito del moderno illuminismo nonché del relativismo.
Da domani, acqua santa (per i bimbi, un po’ di saliva della mamma sulle ferite), una preghierina e via...
Nel frattempo, in attesa di sapere cosa pensano dell’iniziativa del Pontefice le case farmaceutiche produttrici dei farmaci da boicottare (se io invitassi la gente a non comprare auto “Fiat” o biscotti del “Mulino Bianco” sarei immediatamente processato e crocifisso sul posto su croci in simil-mogano griffate “Foppa Pedretti”), l’offensiva commerciale del Pontefice potrebbe proseguire.
Con l’invito agli edicolanti a non vendere “Il Manifesto” e “Liberazione”; ai droghieri a sconsigliare i vini che non si sposino beatamente con i tarallucci; ai venditori di souvenir a non esibire collanine prive dei “grani” del rosario.
Una deroga, invece, sarà prevista per le aziende belliche: carri armati, cacciatorpediniere e corvette potranno continuare ad essere benedetti al momento del varo. I loro proiettili, infatti, non sono destinati a provocare una “buona morte”, ma una morte “buona e giusta”.