Scrive oggi Repubblica che, preoccupato di sopire sul nascere eventuali polemiche sulla missione in Canada, con un volo di Stato e al seguito del presidente del Senato, Franco Marini, di due imprenditori abruzzesi, tra i quali un cugino dello stesso presidente, Palazzo Madama ha fornito dettagliate spiegazioni sugli importanti obiettivi del viaggio e sulla congruità della presenza a bordo dei due abruzzesi.
Per ciò che riguarda Leonello Daniele, il cugino del presidente, la nota del Senato lo segnala “tra i promotori della costruzione dell’opera in bronzo dello scultore Augusto Pelliccione, che si trova nell’altopiano dei Navelli, inaugurata nel 2006”.
Come tutti ricorderanno, la celeberrima opera, dedicata agli abruzzesi emigrati, era stata fortemente richiesta dai giapponesi per esporla a Tokyo, ma le comprensibili resistenze avevano poi fatto desistere i nipponici, che hanno ripiegato sull’Annunciazione di Leonardo.
Il secondo ospite del volo di Stato, Stefano Cardelli, è invece “un imprenditore che si dedica al recupero dei borghi abbandonati del Gran Sasso. In Canada ha incontrato diversi rappresentanti della comunità italiana e alcuni diplomatici per illustrare il suo piano”.
E’ noto in tutto il mondo, infatti, il maniacale interesse dei canadesi verso le tecniche di ricostruzione delle abitazioni utilizzate in Italia, essendosi loro fermati appunto alla pratiche e tradizionali “canadesi”, che però poco si prestano ad un recupero architettonico di pregio.
Per la cronaca, la visita del presidente del Senato in Canada è servita anche a consegnare a 23 italo-canadesi un’onorificenza in segno di riconoscimento per l’importante contributo (500 mila dollari canadesi a testa) offerto per la realizzazione dell’Art Gallery dell’Ontario, che si chiamerà “Galleria Italia”.
Magari in Italia non riusciamo neppure a fare le gallerie necessarie ai trasporti, però siamo maestri nello sfruttare terreni e soldi altrui e farcele pure intitolare.