In una lunga intervista al Corriere della Sera sulle nozze con Flavio Briatore, in programma il prossimo anno, Elisabetta Gregoraci rivela di essere una ragazza semplice, quasi costretta dalle circostanze a vivere nel lusso, ma conquistata dal manager della Renault con una camomilla nella hall di un albergo.
La dichiarazione, di per sé apparentemente romantica, in realtà sembra destinata a rivoluzionare l’intero mercato dell’approccio alla gnocca. Non è difficile infatti prevedere un’impennata nelle vendite di camomilla, con lunghe code di maschietti al supermarket indecisi se scegliere quella tradizionale nei filtri o lanciarsi su quella (più comoda e veloce da preparare) solubile e già zuccherata. Per contro, si annunciano forti cali nelle vendite di champagne e dei vini “da capogiro”.
L’eterea Elisabetta, poi, nell’intervista rivela anche che con il futuro consorte sta già pensando a come chiamare i figli. E qui mi auguro sinceramente che nell’indicare in “pole position” (questa sicuramente è una finezza del suo Flavio) i nomi Falcon, Kenia e India, la soubrette sia stata colta da lapsus freudiano e abbia fatto semplicemente riferimento al viaggio di nozze, che la coppia farà in Kenia o in India a bordo del Falcon privato di Briatore.
In caso contrario, dopo aver fragorosamente rovinato l'immagine del manager, declassandolo da invidiatissimo “tombeur de femmes” ad una sorta di “torero Camomillo”, getterebbe le basi per complicare la vita ai suoi pargoli.