venerdì, 29 giugno 2007

Trovo particolarmente ricco di spunti il disegno di legge stilato dal ministro della Solidarietà, Paolo Ferrero, per riordinare la legge sugli stupefacenti.
Premesso che il documento non tratta di Clemente Mastella, il quale comunque non perde un giorno per dimostrare di essere stupefacente e che di certo non mancherà (per segnare il territorio) di minacciare di far saltare il governo a prescindere dalle norme proposte dal collega, alcuni aspetti del disegno di legge mi sembrano sfiziosi.
Innanzitutto, non sono più previsti né il carcere né sanzioni amministrative per chi si droga. Ma attenzione (non vorrei illudere i detenuti), questo non significa che si droga in cella verrà immediatamente espulso dal carcere.
I minorenni beccati a consumare droga saranno segnalati alle famiglie. Un assistente sociale contatterà il padre e gli svelerà i vizietti del figlio. Ma con discrezione.
Sa, caro ragioniere, le sere che torna a casa dal lavoro dopo un’ora e un quarto di tangenziale e appena varcato l’uscio si ritrova immerso nella stessa nebbia che l’ha accompagnata fino a casa? Beh, si tranquillizzi, non è umidità di risalita. Non dovrà chiamare i muratori e far impermeabilizzare i muri dell’appartamento. E quell’odore dolciastro che impregna tutti gli ambienti? No, non è la peperonata bruciata, come invece cerca di farle intendere quella santa donna di sua moglie. Eh, le madri: sempre pronte a coprire i propri figli...”.
Saranno insomma degli illustri estranei a rivelare ai genitori chi sono e come trascorrono le giornate e le serate i loro pargoli. Perché quel cellulare costosissimo che gli hanno regalato “per sapere sempre dove sono e cosa fanno” forse non è sufficiente. E sono pochi i genitori sufficientemente pratichi di Internet per apprezzare direttamente su “You Tube” le performance dei figli.
I consumatori adulti di sostanze stupefacenti, invece, non verranno segnalati ai genitori: forse perché molti i genitori non li hanno più o li hanno depositati in qualche casa di riposo ai primi segni di quei disturbi (Alzheimer, Parkinson, ecc.) che nelle disperate ed umilianti guerre quotidiane contro i pannolini li fanno agire come fossero, loro, in preda ai fumi del crack, e quindi incapaci di intendere e di volere.
Gli adulti, dice il disegno di legge, verranno semplicemente invitati a presentarsi ad un colloquio ai Sert, dove sono sicuro stazionerà una coda interminabile di cocainomani, magari ricchi e famosi, pronti a farsi immortalare dal Maurizio Corona di turno mentre invitano il medico a farsi gli affaracci suoi, visto che drogarsi non è reato.
Scomparirà infine, la definizione oggettiva di “quantità minima”, che tracciava un confine tra uso personale e spaccio. La distinzione verrà lasciata al magistrato che si occuperà del singolo caso, che a quel punto non potrà che decidere sulla base dell’esperienza ... personale.

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mercoledì, 27 giugno 2007

Walter "Feltroni" (Rainews24)Con il consueto stile “soft”, il tono estremamente pacato, l’eloquio semplice, caldo e diretto al cuore della gente, Walter Feltroni ha aperto ufficialmente la campagna d’estate/autunno per la nascita del Partito democratico.
Il suo intervento, al Lingotto di Torino, è indubbiamente stato quello di un leader dal grande carisma, capace di non nascondere i mali atavici della società italiana traguardando (e invitando la gente a traguardare) al contempo soluzioni di grande respiro.
L’impressione è che la sua uscita pubblica abbia ulteriormente alzato la percentuale della gente comune che alla fine deciderà di riporre la propria fiducia nel nuovo partito e nel suo leader.
Dopo aver presentato egregiamente alla gente le sue teorie sulla società italiana e la sua ricetta per migliorarla, spiegando, tra l’altro, che è cosa buona e giusta ridurre il numero dei parlamentari, contenere i costi della politica, far funzionare la giustizia, consentire al figlio dell’avvocato e dell’operaio di avere le stesse opportunità di istruzione e lavoro, garantire la sicurezza dei cittadini, venire in soccorso di coloro che si trovano in difficoltà, ora ci si attende che il sindaco di Roma si inventi qualcosa per affrontare la parte più difficile del suo mandato: convincere i leader politici (la maggioranza dei quali era assente) che l’intervento cui avranno sicuramente assistito attraverso la televisione non era tratto dallo spettacolo del Bagaglino.
E che il suo modello di Italia "unita, moderna e giusta" presuppone che agli applausi di rito facciano seguito qualche rinuncia e qualche passo indietro: termini, questi ultimi, fino ad oggi sconosciuti al di fuori dei palcoscenici degli show d’avanspettacolo, dove più la si spara grossa e più le risate e gli applausi a comando sgorgano dal pubblico.
Nel frattempo, mi lancio in una previsione al limite dell’azzardo: scommetto, cioè, che l’invito di Feltroni ai colleghi ad essere un tantino meno presenti ai talk show e un po’ più nelle strade, laddove la gente normale consuma le sue attività quotidiane, sarà subito accolto con entusiasmo.
Anzi, quanto sarà condivisa la proposta ci verrà comunicato con dovizia di particolari già da domattina all’alba dalla consueta schiera di politici cultori del “presenzialismo a prescindere” nel corso dei primi programmi di informazione.

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Il "foglio rosa"Grande soddisfazione nel gruppo editoriale Rcs dopo aver appreso della decisione del governo di permettere di guidare l'auto con il foglio rosa a partire dai sedici anni di età.
Una proposta innovativa - hanno commentato i vertici dell’azienda - Da parte nostra, ci impegneremo a dedicare sempre maggior spazio agli sport emergenti tra i giovani e i giovanissimi: dal surf allo skateboard. Non spetta a noi, invece, entrare nel merito dei rischi che potrebbe celare la decisione del governo: se gli esperti hanno stabilito che già a sedici anni ci si può mettere alla guida sfogliando la Gazzetta dello sport, a noi non può che far piacere”.

 

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categoria:humour, satira, giovani, governo
martedì, 26 giugno 2007

L'incontro tra Blair e il PapaLa notizia che il premier britannico Tony Blair si è detto pronto a diventare cattolico ha messo a soqquadro il mondo politico italiano.
Spiazzati dagli azzardi al limite dell’eresia del primo ministro spagnolo Zapatero, cui nemmeno la sinistra più antagonista riesce ad avvicinarsi in spregiudicatezza, azzoppati dalla facilità con cui il neo presidente francese Sarkozy ha saputo coniugare vocazioni politiche da noi ritenute inconciliabili, ora i politici di casa nostra devono rincorrere sul fronte opposto anche il laburista inglese, al quale parte dei riformisti si sono ispirati e che ora rischia di passare armi e bagagli ad una sorta di schieramento Teolab.
Così i nostri leader stanno studiando le contromosse.
Se Blair diventerà cattolico, Silvio Berlusconi si raderà il cranio, abbandonando i propositi di ricrescita della peluria tricologica, e, ovviamente, darà il contrordine in questo senso anche al “neocapellone” Ronaldo.
Gianfranco Fini rivelerà finalmente al mondo i segreti confidatigli dal Cristo degli abissi di San Fruttuoso, davanti al quale ormai si immerge con la frequenza con cui Mastella minaccia una crisi di governo.
Rocco Buttiglione si reiscriverà ad una facoltà di Filosofia, per capire almeno in parte ciò che sta cercando di spiegare a noi su coppie di fatto, omosessuali e famiglia tradizionale.
Massimo D’Alema non chiederà più di salire su un’imbarcazione a vela italiana impegnata in una qualsiasi competizione, nemmeno per spalare l’acqua che entra a bordo, e rimuoverà tutte le foto di Luna Rossa scattate a Valencia e appese all’interno delle ante del suo armadio. In un primo tempo, il ministro aveva pensato di annunciare di essere pronto a sostenere a lungo Walter Veltroni al vertice del Partito democratico, ma poi ha ritenuto che più che di una conversione si sarebbe trattato di un miracolo ed ha desistito.
Più soft la reazione di Walter Veltroni: il sindaco di Roma ha infatti deciso che anche se Blair continuerà ad intrattenersi amabilmente con il Papa e diventerà cattolico, lui si limiterà a salire al Colle da Maometto e si convertirà all’islam.
Fausto Bertinotti sta pensando di presentarsi allo stabilimento balneare che frequenta abitualmente senza il tradizionale completo firmato indossato con disinvoltura sotto il loden. L’idea è di vestire, per il tempo strettamente necessario alle foto di rito, maglietta e bermuda. A questo proposito, ha già inviato gli indumenti ai Ris per verificare che i corpi estranei che dovrà indossare non gli scatenino una reazione allergica o autoimmune.
Vladimir Luxuria, infine, diventerà...ridiventerà...vabbé, qualcosa farà.
L’unico a dichiararsi decisamente disinteressato a qualsiasi tipo di conversione è Romano Prodi. Il premier, ritenendosi il principale artefice della conversione delle lire in euro, si dice assolutamente convinto di aver già dato il massimo nel settore.

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categoria:politica, religione, cronaca, humour, satira
lunedì, 25 giugno 2007

Da quando ha annunciato, con lo stupore del ragazzino che ha appena scoperto nel pacchetto di figurine il calciatore che gli manca per completare la collezione, l’esistenza di un surplus di denaro frutto dell’opera di risanamento dei conti dello Stato, il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa Schioppa, ha visto bruscamente interrompersi la sua fino ad allora tranquilla navigazione sulla tolda della nave-governo.
In fedele ottemperanza al motto “chi trova un amico trova un tesoro”, da quel momento davanti all’ufficio del ministro si è formata una lunga fila di questuanti: dapprima ossequianti, poi, via via,  rispettosi, insistenti, infastiditi e infine minacciosi.
Il dottor professor ministro Tommaso Padoa Schioppa si è così trovato degradato a semplice Tps, connotato da una sigla degna di una qualsiasi emittente televisiva o radiofonica locale.
Messo in croce dalla Confindustria, schernito dal centrodestra, attaccato quotidianamente dai sindacati, “avvertito” dall’Unione europea, osteggiato dalla sinistra più o meno radicale, abbandonato al suo destino dai colleghi, Tps si trova ora relegato nel suo scomodo dicastero ed eroso dall’imbarazzante quesito: che fare di quel “tesoretto” che all’inizio sembrava così ingente ed oggi, di fronte alle rapaci richieste dell’universo mondo, si è rivelato così misero da non riuscire a soddisfare che la minima parte degli appetiti del mondo politico, sindacale ed economico?
Stamattina il quotidiano “La Repubblica” sembra svelarne le intenzioni, titolando “La sorpresa di Padoa Schioppa, un miliardo in più dal tesoretto. Più risorse per assecondare le richieste degli alleati”. Il quotidiano rivela l’esistenza di “dati incoraggianti dalle entrate fiscali”, che avrebbero portato nelle casse statali un miliardi di euro in più.
Purtroppo, invece (lo si vede anche dall’aspetto sempre più dimesso di Tps), la realtà è un’altra: nel tentativo di respirare una boccata d’ossigeno, Padoa Schioppa ha messo mano al portafogli e il miliardo l’ha tirato fuori di tasca sua. Sperando che la lievitazione del bottino non spinga al rialzo anche le pretese degli “amici”.
Un risultato, però, bisogna ammetterlo, la trovata del ministro l’ha sortito: “La Repubblica” è tornata per un giorno a chiamarlo Padoa Schioppa.

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categoria:politica, economia, humour, satira, governo

Guglielmo EpifaniProprio quando sembrava aprirsi una schiarita nella difficile trattativa tra sindacati e governo sulla riforma delle pensioni, ieri sera Guglielmo Epifani ha raggelato i suoi interlocutori con una richiesta che lascia ben poche speranze per un esito positivo della vicenda.
Il leader della Cgil ha infatti dichiarato ai giornalisti che per chiudere la vicenda “c’è bisogno di un compromesso”, guadagnandosi gli immediati cenni di assenso degli interlocutori che assistevano all’intervista.
Poi ha però precisato: “Un compromesso intelligente”. E a quel punto sui volti dei rappresentanti della controparte è sparito il sorriso ed è calato il gelo.

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categoria:politica, lavoro, humour, satira, governo
sabato, 23 giugno 2007

Anna Falchi e Stefano Ricucci (Mediazone.info)Stefano Ricucci, protagonista dell’ultima puntata di “Matrix”, tra le altre cose ha rivelato ai telespettatori che, dopo aver fallito la conquista di Rcs, adesso si dedicherà alla riconquista della moglie, Anna Falchi.
Sembra che l’immobiliarista romano abbia già chiesto a Silvio Berlusconi di aiutarlo nella “scalata” con una canzone (testo del Cavaliere, musica di Mariano Apicella) con la quale provare a far breccia nel cuore dell’affranta e delusa consorte.
Ma Ricucci sta anche prendendo in considerazione l’ipotesi di lanciare un’Opra (Offerta pubblica di riacquisto)  sulla Falchi rastrellandone le azioni sul mercato, anche se la famiglia di lui (che a detta della stessa Falchi riterrebbe l’attrice la causa di tutte le disavventure occorse a Stefano) si sarebbe già mostrata decisamente contraria.
Sembra infatti che il primo commento della madre di Ricucci alle intenzioni del figlio sia stato “A Ste’, quella te devi da rastrellà, nun le azioni. Anzi, sai che te dico? Ma lanciaje n’Opel!”.

venerdì, 22 giugno 2007

Veltroni lavora al ticket

"Veltroni lavora al ticket con Franceschini"
("La Repubblica", 22 giugno 2007)

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Heracleum