venerdì, 27 aprile 2007

Abile e astuto colpo di Romano Prodi nel suo incontro con Umberto Bossi.
Il premier, in cambio di una riforma elettorale che preveda il Senato federale e dello sviluppo di un vero federalismo fiscale, ha infatti ottenuto dal leader della Lega che durante l’annuale raduno del popolo lumbard non venga più prelevata la storica ampolla di acqua dalle sorgenti del Po, sul Monviso.

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categoria:politica, ambiente, humour, satira, prodi, governo

E’ disarmante notare come la mania di aggregare singole cifre in grandi numeri nel tentativo di conferire importanza alle notizie finisca quasi sempre col renderle ridicole o, quantomeno, sibilline.
E’ il caso, ad esempio, dei grandi processi contro la criminalità organizzata, dai quali esce spesso che i giudici hanno inflitto agli imputati pene esemplari che superano i 650 anni di carcere. Poi magari tre di loro hanno assommato quattro ergastoli ciascuno (che non sconteranno mai, perlomeno finché non viene rivisto qualcosa nel diritto ereditario) e gli altri 27 della combriccola se la sono cavata con dieci mesi.
Oggi è il caso di un’indagine della Doxa, riportata da Repubblica, nella quale, ravanando nel mondo dei teenager, si sentenzia che ogni giorno i giovani “dedicano 1,40 minuti allo studio”. Ad occhio e croce, il tempo dedicato ai ricercatori ad elaborare criticamente il dato.
L’indagine rivela anche che il 90% dei ragazzi tra i 14 e i 16 anni possiede un cellulare, il 79% va al cinema e il 73% in pizzeria. Però la loro spesa mensile si attesta tra i 37 e i 40 euro: vale a dire, più o meno, l’equivalente di due serate in pizzeria, o (e non “e”) una ricarica media di un cellulare, o (e ancora non “e”) un film (con contorno di bibita e popcorn) la settimana.
Comincio veramente ad odiare i grandi numeri.

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categoria:sondaggi, humour, satira, giovani
giovedì, 26 aprile 2007

Una ricerca di Confcommercio sui ragazzi tra i 18 e i 35 anni rivela che, nonostante la quasi totale mancanza di informazioni in materia, l’80 per cento dei giovani non crede che riuscirà mai ad avere una pensione.
Un po’ come il sesso per i bambini: i grandi non sanno come rivelargli cose che conoscono già.

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categoria:lavoro, sesso, humour, satira, giovani

Non mi è del tutto chiara la dichiarazione rilasciata a “Repubblica” dal presidente della Margherita, Francesco Rutelli, sulla funzione del nascente Partito democratico.
Quando Rutelli dice “Tutti faranno i conti con noi” non riesco a capire se al vertice del nascente partito invece di un presidente e un segretario ci sarà uno sceriffo, oppure se entrando nella nuova formazione politica si acquisisce lo status nobiliare.
Nel primo caso, più che dei vari Sircana il Pd avrà bisogno di un congruo numero di Sartana. Nel secondo caso, meglio il partito di Totò, nel quale magari conti non si diventa, ma signori si nasce.

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categoria:politica, humour, satira, unione, ds
martedì, 24 aprile 2007

All’assemblea degli azionisti Pirelli, Marco Tronchetti Provera si è scusato con i soci e gli investitori per le recenti vicende occorse alla Telecom. “Su Telecom – ha detto il suo presidente - ci sono state troppe interferenze”.
In effetti non è che le intercettazioni fatte da Tavaroli & C. fossero sempre così chiare...

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categoria:politica, economia, humour, satira

Dopo la conferenza sull’Iraq, in programma il 3 e 4 maggio a Sharm El Sheik, la politica internazionale tornerà a riunirsi a metà giugno a Katmandu per discutere di turismo balneare, a settembre a Reikjavik per parlare di siccità e in dicembre a Saint Moritz per coordinare un’efficace campagna contro la povertà.

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categoria:politica, humour, guerra, manifestazioni, satira
venerdì, 20 aprile 2007

Il congresso dei DsSilvio forever
Silvio Berlusconi è stato l’assoluto protagonista della cerimonia di apertura del congresso dei Ds iniziato ieri pomeriggio a Firenze.
La diretta televisiva di Sky, infatti, si è aperta con le immagini della spettacolare scenografia del Palamandela e, in sottofondo, le parole di Berlusconi che spiegava di essere presente in veste di ascoltatore e di auspicare che il nuovo partito democratico inauguri un’epoca di dialogo politico senza demonizzazione degli avversari, e assicurava che il suo interesse per Telecom è semplicemente dovuto, perché finalizzato al salvataggio dell’italianità di una grande azienda.
L’intervista al leader di Forza Italia è andata in onda più volte: mentre prendevano posto in sala i partecipanti, all’esecuzione dell’inno di Mameli, mentre in sottofondo si alzavano le note dell’Inno alla gioia e fino a metà dell’intervento introduttivo della prima oratrice.

Il mio regno per una bussola
L’imponente scenografia ha visibilmente impressionato il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, che finché si è trattato di assistere alla cerimonia introduttiva ha applaudito soddisfatto e convinto. Ma quando è stato invitato sul palco assieme ai vertici del partito ha vagato con lo sguardo sperduto alla ricerca della scala di accesso alla sua postazione.
Come dire: la tecnologia è affascinante soprattutto quando non la si capisce e non la si deve utilizzare.

Mameli chi?
Per anni i politici hanno gridato alla vergogna, minacciando interrogazioni parlamentari, perché i calciatori non cantavano l’inno di Mameli prima degli incontri della nazionale. Ora che disponevano di una storica occasione per dimostrare la loro competenza in materia, i maggiorenti diessini hanno messo in scena uno spettacolo imbarazzante.
Sul palco di Firenze si sono infatti visti i leader del partito mimare impacciati una sottospecie di playback in stile ventriloquo, con le labbra mosse a caso nella speranza (vana) che le telecamere risparmiassero i primi piani.

Sad man walking
Assolutamente irricreabile a parole, purtroppo, l’indimenticabile espressione del volto di Piero Fassino mentre in sottofondo risuonavano le note dell’Inno alla gioia. Il segretario diessino, già di per sé poco incline se non al sorriso quantomeno all’espressione distesa del viso, per l’occasione sembrava un condannato in attesa di salire sul patibolo. Ma forse era lui ad essere in tema e l’Inno completamente fuori luogo.

Partito Democratico “à la carte”
Quando è stato chiamato a prendere posto sul palco insieme agli altri dirigenti, Piero Fassino si è avviato al suo posto tenendo sotto il braccio due cartelline rilegate in pelle stranamente assomiglianti ai libretti del menu e dei vini dei ristoranti. All’interno, le portate del Partito democratico. Il compito di portare il conto, invece, se lo è assunto Fabio Mussi, che ha già anticipato che alla fine del suo intervento ufficializzerà l’uscita della corrente più sinistrorsa dalle file dei Ds.

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categoria:politica, comunismo, humour, satira, berlusconi, ds
giovedì, 19 aprile 2007

Michel PlatiniDolore (con le lacrime del ministro Melandri), rabbia (di tutto lo staff che aveva allestito il dossier pro-Italia), sconcerto (di Michel Platini: lui credeva che l’avremmo spuntata noi. Ma chi crede a lui?), preoccupazione (delle società di calcio che aspettavano stadi nuovi e degli imprenditori edili che aspettavano soldi nuovi).
Il fallimento della candidatura italiana agli Europei di calcio del 2012, la cui organizzazione è stata assegnata dall’Uefa a Polonia e Ucraina, sembra aver listato a lutto il nostro Paese. Una grande mazzata, dalla quale sarà difficile risollevarci.
Soprattutto pensando a cosa ci aspetta nell’immediato: i congressi di Ds e Margherita e la “candidatura” del Partito Democratico alle elezioni del 2008.
Giovanna, don’t cry!

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categoria:politica, sport, calcio, humour, satira



Heracleum