sabato, 31 marzo 2007

Grazie alla storica intesa tra il colosso delle telecomunicazioni italiane, Telecom, e il colosso della distribuzione, Coop, è nato il primo operatore mobile virtuale.
Il servizio erogato si chiamerà “CoopVoce” e consentirà a tutte le massaie virtuali di telefonare alla Coop, farsi fare la spesa da una commessa virtuale e farsela inviare direttamente a casa tramite fax, e-mail o, per la spesa fino a otto articoli, tramite sms.
Una vera rivoluzione destinata a mandare in pensione quei rumorosissimi motocarri a tre ruote smarmittati che per decenni hanno svolto le consegne a domicilio per conto del pizzicagnolo di quartiere.

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categoria:lavoro, economia, humour, satira
venerdì, 30 marzo 2007

Da sempre affascinato dall’empirismo, ho messo alla prova con il mio vicino di casa la soluzione pacifica per il conflitto israelo-palestinese avanzata ieri ad Israele dalla Lega Araba nella Dichiarazione di Riad e riassunta nella formula “terra in cambio di pace”.
Poiché il mio vicino è proprietario di una dozzina di metri quadrati inutilizzati, sui quali parcheggerei volentieri la mia auto evitandomi l’affannosa ricerca di un parcheggio, convinto di avere dalla mia parte l’autorevolezza di un documento di siffatta portata storica, ho lanciato al tizio la mia proposta.
Prima ha riso con accondiscendenza. Poi, quando ha capito che in fondo speravo veramente in una soluzione della “vertenza”, ha detto che mi avrebbe denunciato per minacce. Ovviamente, dopo avermi preventivamente spaccato la faccia.
Purtroppo, però, non mi ha trasmesso una risposta ufficiale scritta, che avrei girato volentieri agli arabi perché cominciassero a tenere in archivio un po’ di documentazione relativa alle reazioni alle proposte così democratiche e lungimiranti.

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categoria:politica, israele, humour, guerra, satira
giovedì, 29 marzo 2007

Tom MockridgeDa un po’ di tempo ho rinunciato a leggere gli annunci di lavoro che richiedono incomprensibili (ma esistono veramente?) profili professionali come il “Machinery sector manager”.
E affronto con una sorta di timore reverenziale anche i pochi annunci economici scritti in lingua italiana, ormai ridotti a chiedere espressamente, anche per un carpentiere o un magazziniere “fluente inglese parlato e scritto”, “tedesco parlato correttamente” o “madre lingua spagnolo”.
Ma forse è giusto. In un mondo globalizzato, nel quale anche il computer ti manda a cagare se non lo liberi subito da un “2035 error occurred” che gli impedisce di far funzionare correttamente Windows XP, è imbarazzante uscire di casa senza saper neppure augurare il buongiorno al prossimo in quattro lingue.
Così ieri, assistendo al servizio autocelebrativo con cui SkyTG24 informava i suoi spettatori di aver vinto un premio agli Oscar della televisione, quando sullo schermo è apparso l’amministratore delegato di Sky Italia, Tom Mockridge, ho drizzato le antenne e mi sono apprestato ad ascoltare con interesse le dichiarazioni di questo manager di caratura internazionale. Il quale dal 2002 frequenta regolarmente il nostro Paese, avendo in quell’anno curato la fusione tra Stream e Telepiù che ha portato alla creazione della società di cui ora è a capo.
Ebbene, alla richiesta di un commento sul premio vinto, Mockridge ha letteralmente dichiarato: “Motto piace con tigìventiquaccio e motto piace con gente d’Italia”.
Consapevole di non poter prestare fede alle mie orecchie, ho continuato fiducioso a seguire l’illuminante intervista, che fortunatamente si è chiusa con la seconda, seguente domanda: “Prospettive?”. E la conseguente, articolata risposta del super-manager poliglotta: “Sempre piacere, presto ... piacere, piacere”.
E allora non ho potuto non pensare al culo che ha certa gente: ma pensa se Mockridge, invece di accontentarsi di fare il semplice amministratore delegato, fosse venuto in Italia per aspirare ad un posto come carpentiere o magazziniere...

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categoria:spettacolo, lavoro, tv , humour, satira
mercoledì, 28 marzo 2007

Gli incidenti a MilanoMomenti di panico tra gli organizzatori della manifestazione per la sicurezza svoltasi lunedì 26 marzo nel centro di Milano.
Al corteo, infatti, oltre al sindaco della città, Letizia Moratti, era presente anche l’ex premier Silvio Berlusconi. E quando si è diffusa la notizia degli incidenti occorsi ad alcuni motociclisti, scivolati sulle strade percorse dai manifestanti per la presenza di cera a terra, lo sguardo dei presenti è andato immediatamente al Cavaliere.
Il quale, dopo essersi toccato il viso, ha rassicurato le sue guardie del corpo: il cerone era intatto; la cera depositata sull’asfalto era quella caduta dalle fiaccole portate a mano dai partecipanti.

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categoria:politica, cronaca, humour, satira, corteo
martedì, 27 marzo 2007

Nella ridda di prese di distanza, smentite e più o meno goffi tentativi di mettere le mani avanti che si registrano in questi giorni nell’ambito della cosiddetta inchiesta “vallettopoli”, ancora una volta Clemente Mastella si distingue per la creatività delle sue argomentazioni.
Per mettere a tacere le voci che lo indicherebbero come il politico protagonista di un video girato su uno yacht al largo di Capri tra donnine compiacenti, un transessuale e un droga-party, il ministro della Giustizia ha detto: “La cocaina è una cosa che non mi appartiene. Va contro la mia cultura contadina”.
E pensare che io, animale da giungla d’asfalto totalmente privo di nozioni di agricoltura, credevo che la coca fosse una pianta. Così come la canapa e il papavero.

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categoria:politica, spettacolo, vacanze, sesso, feste, humour, satira

La firma sulla DichiarazioneIl cammino che ha di fronte l’Unione Europea per realizzare il sogno dei suoi fondatori è lungo e difficile ma straordinariamente stimolante.
Potrebbe far pesare la sua forza (politica ma anche economica) per avviare o far avanzare più celermente i processi di pace nelle troppe regioni attualmente devastate dai conflitti. Potrebbe operare per cercare di riequilibrare le stratosferiche disuguaglianze esistenti all’interno dei suoi stessi Paesi membri. Non sarebbe male che cercasse di migliorare le condizioni di vita dei suoi cittadini. Potrebbe intervenire più decisamente nelle sterili trattative in corso per migliorare la salute del pianeta e dare essa stessa l’esempio adottando una uniforme politica ambientale. Potrebbe inventarsi una seria e univoca politica dell’immigrazione.
Approfittando dei sontuosi (e presumo, a leggere le cronache, dispendiosi) festeggiamenti del cinquantenario dal Trattato di Roma, svoltisi nei giorni scorsi a Berlino (perché a Berlino, poi, se il "festeggiato" era a Roma?), mi sarei aspettato quindi un profluvio di lungimiranti dichiarazioni di intenti indirizzate in queste direzioni.
Invece la quasi totalità delle pagine di giornale riempite dall’evento epocale riportano di un’Unione divisa, intenta a discutere di una Costituzione ancora da approvare e sulla quale i nodi da sciogliere sarebbero (ma pensa un po’!) il voto a maggioranza e la carta dei diritti (sì, si vola alto…), e, soprattutto, a litigare sull’opportunità di inserire nella Carta le “radici cristiane” dell’Europa.
Vabbé che la data di nascita della maggior parte degli aitanti capi di governo è pressoché coincidente con quella in cui si posero le nostre “radici cristiane”, ma così è come guidare con lo sguardo concentrato su tutti e tre gli specchietti retrovisori. Prima o poi si va a sbattere.

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categoria:politica, humour, satira
lunedì, 26 marzo 2007

Devo essere sincero: a me questi afghani, iracheni e iraniani che vedono come una spia un qualsiasi straniero che calpesta il loro sacro suolo fanno un po’ tenerezza. Ma se avessero a che fare con le vicende che qui da noi coinvolgono Telecom, i servizi più o meno segreti, le logge pseudo-massoniche, gli anarco-insurrezionalisti, gli aspiranti golpisti, le congreghe di spioni specializzati nelle intercettazioni di gemiti, sospiri e orgasmi, cosa farebbero?
Organizzerebbero un festival delle teste mozzate, dei corpi lapidati, delle schiene fustigate? Tanto più che, non trattandosi di stranieri “infedeli”,  non potrebbero neppure togliersi la soddisfazione di chiedere qualche spicciolo di riscatto.

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categoria:politica, humour, guerra, satira
sabato, 24 marzo 2007

Secondo un’indagine condotta dagli urologi e resa nota nel corso di un convegno internazionale svoltosi nei giorni scorsi a Berlino, per ben quattro milioni di uomini italiani l’atto sessuale durerebbe circa tre minuti. Le cause sono state individuate sostanzialmente nell’ansia da prestazione e nello stress.
Per principio (e per atavica ignoranza) non discuto la scienza, ma trovo singolare che quel lasso di tempo coincida perfettamente con quello riservato alla pubblicità in tv durante un film o un reality.
Persino il canonico quarto d’ora di intervallo tra il primo e il secondo tempo delle partite di calcio, durante il quale lo spettatore da poltrona, finiti birra e popcorn, poteva attendere il ritorno in campo dei calciatori dedicando magnanimamente un po’ di tempo a soddisfare (soddisfare?) moglie o fidanzata, oggi infatti viene quasi totalmente assorbito dagli imperdibili commenti tecnico-tattici da studio. Cosicché anche qui da utilizzare rimangono i miseri tre minuti di pubblicità.
Gli esperti hanno inoltre evidenziato come siano in aumento le richieste di allungamento del pene. In effetti, allungando il percorso dello sperma si guadagna qualche frazione di secondo. In questo senso, non mi stupirei di vedere un giorno la notizia di peni modellati a forma di 8 (tipo pista Polistil) in cui il liquido gira vorticosamente come un’automobilina impazzita prima di essere proiettato fuori pista e schiantarsi contro un muro di gomma o (a seconda del livello delle precauzioni adottate dal guidatore) proseguire la sua folle corsa all’interno di più accoglienti e invitanti (ma anche più rischiosi) tunnel.
In questo caso, se il “guidatore” è sufficientemente abile (e magari sapientemente addestrato sulla “Play Station”), si potrebbero raggiungere addirittura i cinque minuti di prestazione prima che appaia la scritta “game over”. E aspirare ad una citazione nel Guinness dei primati.

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categoria: tv , scienza, sesso, humour, satira, medicina
giovedì, 22 marzo 2007

Un giudice di Francoforte ha negato il divorzio immediato ad una ventiseienne di origine marocchina che dopo anni di vessazioni e botte da parte del marito aveva cercato di risolvere per sempre il suo matrimonio con l’estrema urgenza prevista dalla legge per i casi gravi.
Il magistrato, invece, ha obiettato che, secondo le sure del Corano, la punizione corporale della consorte da parte del marito, di religione musulmana, è un comportamento legittimo.
Il giudice che ha fatto prevalere le norme religiose a quelle civili è stato immediatamente ricusato dalla donna. La vicenda ha suscitato sdegno e proteste in Germania.
Anche i l mondo politico ha chiesto che vengano adottati provvedimenti disciplinari contro il magistrato. Che non è un vecchio misogino e bigotto, ma una donna che di nome fa ...Krista.

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categoria:donne, giustizia, satira, diritti umani

L’ufficio del Garante per la privacy ha seccamente smentito che il provvedimento che vieta la pubblicazione di notizie che riguardano la sfera sessuale delle persone sia stato creato “ad personam” per proteggere espressamente il portavoce del Governo, Silvio Sircana, o su pressione del presidente del Consiglio Romano Prodi.
Il Garante ha infatti spiegato di non essere a conoscenza che Sircana è il portavoce del Governo e di non sapere chi è Romano Prodi perché informazioni coperte dalla privacy.
Così come, d'altra parte, la stragrande maggioranza degli italiani non sa che esiste un garante per la privacy. In questo caso, però, non perché l’informazione sia coperta dalla privacy, ma perché oggettivamente è difficile accorgersene.




Heracleum