Da un po’ di tempo ho rinunciato a leggere gli annunci di lavoro che richiedono incomprensibili (ma esistono veramente?) profili professionali come il “Machinery sector manager”.
E affronto con una sorta di timore reverenziale anche i pochi annunci economici scritti in lingua italiana, ormai ridotti a chiedere espressamente, anche per un carpentiere o un magazziniere “fluente inglese parlato e scritto”, “tedesco parlato correttamente” o “madre lingua spagnolo”.
Ma forse è giusto. In un mondo globalizzato, nel quale anche il computer ti manda a cagare se non lo liberi subito da un “2035 error occurred” che gli impedisce di far funzionare correttamente Windows XP, è imbarazzante uscire di casa senza saper neppure augurare il buongiorno al prossimo in quattro lingue.
Così ieri, assistendo al servizio autocelebrativo con cui SkyTG24 informava i suoi spettatori di aver vinto un premio agli Oscar della televisione, quando sullo schermo è apparso l’amministratore delegato di Sky Italia, Tom Mockridge, ho drizzato le antenne e mi sono apprestato ad ascoltare con interesse le dichiarazioni di questo manager di caratura internazionale. Il quale dal 2002 frequenta regolarmente il nostro Paese, avendo in quell’anno curato la fusione tra Stream e Telepiù che ha portato alla creazione della società di cui ora è a capo.
Ebbene, alla richiesta di un commento sul premio vinto, Mockridge ha letteralmente dichiarato: “Motto piace con tigìventiquaccio e motto piace con gente d’Italia”.
Consapevole di non poter prestare fede alle mie orecchie, ho continuato fiducioso a seguire l’illuminante intervista, che fortunatamente si è chiusa con la seconda, seguente domanda: “Prospettive?”. E la conseguente, articolata risposta del super-manager poliglotta: “Sempre piacere, presto ... piacere, piacere”.
E allora non ho potuto non pensare al culo che ha certa gente: ma pensa se Mockridge, invece di accontentarsi di fare il semplice amministratore delegato, fosse venuto in Italia per aspirare ad un posto come carpentiere o magazziniere...