Positivo l’incontro tra lo Stato italiano e il Vaticano nell’anniversario dei Patti Lateranensi. I due Stati erano rappresentati ai massimi livelli: era infatti assente Papa Benedetto XVI.
Il colloquio, ovviamente, non è servito ad avvicinare le posizioni su famiglia, unioni di fatto e Dico, ma si sono gettate le basi per un accordo su un’ampia serie di esigenze reciproche.
Per quanto riguarda lo Stato italiano, innanzitutto il ministro degli Affari sociali ha chiesto che gli anziani sopra i 75 anni possano evitare di alzarsi e sedersi continuamente durante lo svolgimento della Messa e di inginocchiarsi al momento dell’omelia.
Da parte sua il ministro delle Finanze, Padoa Schioppa, si è detto favorevole ad introdurre l’Iva del 4% (che attualmente grava sulla maggior parte dei prodotti alimentari) anche sulle ostie, mentre il ministro della Salute, Rosi Bindi, ha auspicato che per motivi di igiene queste non vengano più toccate con le mani dai sacerdoti ma consegnate ai fedeli all’interno di singole confezioni sotto vuoto.
Dal ministro del Commercio è arrivato poi l’invito a far consumare ai sacerdoti durante l’eucarestia solo vino doc e di produzione locale, mentre è allo studio la possibilità di vestire i sacerdoti (soprattutto quelli che esercitano all’estero) con abiti griffati dai migliori stilisti italiani, in modo da promuovere in tutto il mondo il “made in Italy”.
Corposo il pacco di provvedimenti sollecitati da Giovanna Melandri durante lo svolgimento delle funzioni religiose: l’installazione di tornelli all’ingresso di ogni chiesa, per evitare il fenomeno dei raccoglitori di elemosine abusivi; la collocazione di steward in prossimità delle acquasantiere, per evitarne lo scardinamento e il lancio sul pulpito; il divieto di intonare cori provocatori e palesi inviti alla rissa del tipo “Oh, Signore, scendi giù!” durante le cerimonie; e, ovviamente, di autorizzare l’ingresso dei soli fedeli abbonati nelle chiese non in regola con le norme di sicurezza.
Stretta anche sulle processioni: come per i treni degli ultras, si dovrebbe vietare la partecipazione di interi gruppi di fedeli provenienti dalla stessa parrocchia, quantomeno mischiando le persone prima della partenza del corteo religioso.
Da parte sua, la Chiesa ha chiesto che le venga riconosciuto il 30% del ricavato sulle vendite di Vin Santo sull’intero territorio nazionale, che venga introdotta una tassa di un euro su ogni bestemmia pronunciata da cittadini italiani, che le sedute del Parlamento si aprano con il segno della croce da parte di deputati e senatori.
Al ministro Melandri, come contropartita ai provvedimenti sulla sicurezza, è stato chiesta una via preferenziale per far accedere direttamente alla serie A la squadra di calcio del Vaticano, mentre le squadrette degli oratori che militano nei tornei minori se portano il nome di un santo o un religioso (Don Bosco, Don Orione, Don Backy, Don Lurio, ecc.) dovrebbero poter usufruire di un bonus di punti ad inizio campionato.
Dalle telecronache dovrebbero poi essere bandite frasi come “Rinvio alla viva il parroco”, “Una parabola assurda”, “Miracolo del portiere”, “Punizione della Madonna” e via discorrendo.
Infine, la richiesta di poter gestire direttamente il confessionale del Grande Fratello: per questo incarico il governo vedrebbe di buon occhio la candidatura di don Tonino, ma il Vaticano preferirebbe utilizzare un sacerdote più bonario, meno intransigente e bacchettone: per questo pensa a monsignor Camillo Ruini.