lunedì, 29 gennaio 2007

Oltre allo stipendio mensile e alle varie indennità di contorno, i parlamentari italiani godono anche del privilegio di avere l’invidiabile e invidiata possibilità di entrare gratis al cinema, allo stadio, a teatro e in molti altri luoghi che poco o nulla hanno a che fare con l’esercizio delle loro funzioni istituzionali.
Inutile dire che, se vogliono (e molti, spesso, lo vogliono), posso fare in modo di estendere l’invito anche a familiari, parenti di vario grado, amici o semplici membri delle loro nutrite corti.
Ovviamente, hanno anche la facoltà di accedere anche a luoghi meno ameni, come le carceri: stranamente, ogniqualvolta lo fanno, trovano ad attenderli all’uscita schiere di giornalisti e telecamere che, passando di lì per caso, colgono l’occasione per immortalarne le visite e accoglierne le dichiarazioni.
Per farla breve, con simili passepartout, deputati e onorevoli non dovrebbero avere difficoltà a conoscere bene la realtà delle infrastrutture esistenti e dei relativi servizi erogati.
Poi però accade che un giornalista entri in un ospedale e documenti lo stato di degrado in cui si trova il presidio sanitario, ed eccoli lì, quegli stessi parlamentari, ministri in testa, a sgranare gli occhi davanti alle telecamere in segno di sincero sgomento e autentica meraviglia.
I topi nelle corsie? Ohh, ma cosa mi dice! Che vergogna!”.
Stessa reazione quando un altro cronista entra indisturbato nel più grande tribunale civile d’Europa, quello di Roma, e praticamente ci bivacca indisturbato per una settimana, accedendo a dati personali di migliaia di cittadini.
Ma davvero? Non sta scherzando, eh? Ma che scandalo! E’ inaccettabile!”.
Poiché questi casi sono ormai all’ordine del giorno, sembra sempre più evidente la necessità di creare un Ministero (con conseguente Ministro) che si occupi, e in fretta, di tutto ciò.
Come dite? Un ministro per lo sfascio degli ospedali? Ma no!
Un ministro della giustizia alla deriva? Ma cosa avete capito!
Intendevo un ministro della Meraviglia. Magari con delega (con o senza portafoglio) allo Sconcerto. Non un semplice onorevole, ma nientepopodimeno che un ohh…norevole!

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categoria:politica, giustizia, humour, satira, governo
sabato, 27 gennaio 2007

La frenesia attivista del ministro della Giustizia, Clemente Mastella, ormai pervaso da una sorta di moto perpetuo, si arricchisce quotidianamente di nuovi episodi.
Appena entrato nel governo è assurto alla ribalta della scena politica con il decreto sull’indulto, che portò fuori dalle carceri circa ventimila detenuti.
Poi, tra uno scontro e un’azzuffatina verbale con il collega Di Pietro sulle rispettive competenze ministeriali, visibilmente e sinceramente sconcertato per le condizioni igieniche riscontrate e denunciate da “L’espresso” nel vecchio Policlinico di Napoli, ha sguinzagliato ispettori e forze dell’ordine a ravanare in tutti i presidi sanitari italiani, compresi i kit del pronto soccorso che si tengono in auto. Con risultati risibili che non hanno lasciato traccia nelle cronache per più di due giorni.
Adesso, appreso con sgomento dall’inchiesta di “Repubblica” che al tribunale civile di Roma chiunque può entrare indisturbato e consultare, fotocopiare, portarsi a casa o contraffare documenti riservati nei quali si conservano i dati personali che attengono alla sfera privata dei cittadini, si è detto sinceramente sconcertato, ha dichiarato la situazione inaccettabile e ha annunciato l’ennesima oceanica migrazione ispettiva e conseguenti provvedimenti a carico dei responsabili.
Ora, anche alla luce di quanto è riuscito a fare, per non correre il rischio di passare inosservato, sulla vicenda dell’Olocausto, piuttosto di vivere nel perenne terrore di passare inosservato, invece di far tanto casino a giorni alterni non sarebbe meglio che facesse approvare un decreto che semplicemente considerasse reato “negare l’esistenza dell’onorevole Clemente Mastella”?

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categoria:politica, cronaca, humour, satira, governo

E’ da quando hanno assunto la guida del Paese che i ministri economici del governo Prodi ci grattugiano i santissimi nel tentativo di giustificare gli ingenti tagli e i cospicui prelievi fiscali con l’esigenza di arginare una situazione dei conti pubblici drammatica.
La coperta è corta” è lo slogan che l’esecutivo ci ha più frequentemente propinato in questi mesi.
Per fortuna adesso è intervenuto il ministro Bersani, il quale, forse preoccupato per l’arrivo della prima ondata di freddo intenso, in attesa di provvedimenti più “confortevoli”, ha pensato bene di farci avere almeno una “lenzuolata”.
Se non mi fosse così epidermicamente simpatico, lo prenderei a cuscinate.

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categoria:politica, economia, humour, satira, governo
giovedì, 25 gennaio 2007

BenzinaFinalmente, nel complesso di epocali liberalizzazioni che sta progettando il governo, è stata inserita anche l’abolizione della distanza minima tra distributori di carburante.
Sarà così possibile aprire nuovi punti vendita indipendentemente dalla presenza in zona di altri rivenditori. In effetti, visti i prezzi che hanno raggiunto i carburanti, adesso un pieno di benzina basta a stento per passare da una stazione di servizio a quella successiva.
La metà dei navigatori satellitari serve già quasi esclusivamente a questo scopo: guidare il conducente alla distributore più vicino seguendo il percorso più breve per non farlo rimanere a secco.

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categoria:politica, economia, humour, satira, energia, prodi, governo
mercoledì, 24 gennaio 2007

La Mini di MissoniFinalmente il presidente americano George W. Bush ha preso una seria e coerente posizione contro le emissioni inquinanti che stanno devastando l’ecosistema del pianeta.
Nel suo discorso sullo stato dell’Unione ha infatti lanciato l’innovativa idea di tagliare il consumo di carburante del 20 per cento nei prossimi dieci anni.
Ovviamente, poiché la teoria potrebbe passare per semplice tattica propagandista, aveva già deciso di dare un esempio pratico, inviando altri 21.500 soldati in Iraq.
I quali raggiungeranno l’area del conflitto con imbarcazioni a remi e a vela, sorvoleranno le zone più calde con alianti e controlleranno il territorio muovendosi con una partita di vecchi risciò che i cinesi hanno appena dismesso per acquistare le nuove Mini griffate Missoni.

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categoria:politica, humour, guerra, satira, bush, energia
martedì, 23 gennaio 2007

La Clericus Cup (Repubblica.it)Grande delusione per l’intervento pronunciato dal cardinale Camillo Ruini, presidente della Conferenza episcopale italiana.
Nel suo discorso, Ruini ha bocciato i Pacs e il riconoscimento delle unioni di fatto, ha condannato l’eutanasia, elogiato il presidente della repubblica Napolitano per la sua sintonia con il Papa e auspicato una legge che sancisca la libertà religiosa.
Ma nessun accenno, purtroppo, alla notizia che nei prossimi mesi terrà il Vaticano al centro della scena internazionale: l’organizzazione della prima edizione della "Clericus Cup", il campionato di calcio tra i collegi e i seminari pontifici di Roma.

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categoria:politica, religione, humour, satira, diritti umani

Il BagaglinoLo confesso: sono in crisi. Crisi nera. D’ispirazione. Di mancanza di autostima. Di paura di non essere poi quel “satiro” così attento ad individuare i punti deboli della società della comunicazione globale e dei suoi più illustri rappresentanti e provare a metterli alla berlina nel tentativo di dimostrare che poi, in fondo, il re è veramente nudo.
A farmi sprofondare, lo ammetto, sono stati cinque minuti scarsi di visione (peraltro involontaria) dello spettacolo (Satirico? Comico? Semplicemente ruffiano e ossequiante?) che va in onda su Canale 5 a cura della compagnia del Bagaglino.
Non ricordo il titolo, anche perché so che ogni anno cambia e non riuscirei a tenerne traccia neppure con l’aiuto di un’agenda elettronica.
In quei letali cinque minuti ho visto due politici sul palco scompisciarsi dalle risate rispondendo a domande dall’irresistibile verve comica del tipo “Lascerebbe il posto in aereo ad un collega avversario che va a votare la fiducia al governo Prodi?”, oppure “Preferirebbe andare a cena con Fini o con Berlusconi?”.
Il pubblico, a sua volta composto (perlomeno nelle prime file) di altri politici, gnocche più o meno vistose e gente del mondo dell’avanspettacolo, era a sua volta preso dalle convulsioni a causa delle risate che suscitavano le sagaci battute dei protagonisti dello show.
Credevo fossero pagati, o le risate almeno registrate. Invece erano visibili e gratuite. Allora, riguardando allo sforzo quasi quotidiano che faccio per trovare qualcosa di intelligente da scrivere e che nello stesso tempo diverta prima di tutto me stesso e poi chi ha la disavventura di incocciare questo blog, per ritrovare l’autostima miseramente naufragata nel tubo catodico (ho ancora un televisore vecchia maniera, senza cristalli liquidi o plasma), chiedo l’aiuto di tutti i miei quattro affezionati lettori.
Adesso vi racconto la seguente, esilarantissima barzelletta: “Un uomo entra in un caffè: splash!”.
E voi mi gratificherete con una lunga serie di visite e commenti entusiasti, raccontandomi di quanto avete riso e supplicandomi di smetterla, di avere pietà e non essere così divertente.
Ma, per favore, nessuno dica che la barzelletta fa cagare. Lo so benissimo.
Anche lo spettacolo offerto dai politici che vogliono sembrare spiritosi al Bagaglino lo fa, ma lo vedono milioni di persone.
E quelli in teatro va a finire che pagano il biglietto, ossequiano il potente di turno sacrificando ugola, diaframma e velo pendulo, e non riescono neppure a strappare uno straccio di raccomandazione.

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categoria:politica, spettacolo, tv , humour, satira
giovedì, 18 gennaio 2007

Corteo a Vicenza (Ansa)Non è che, dopo aver trovato agli americani una base più confortevole per uomini e mezzi militari, ci tocca cercargli anche un po’ di bersagli per esercitarsi nel tiro a segno?
Magari un imitatore di Bin Laden sguinzagliato tra gli anfratti dolomitici, oppure un deltaplanista in volo radente da abbattere senza l’utilizzo dei radar, o, ancora, un gruppetto di vecchie signore dal viso incartapecorito sulle quali testare l’efficacia del nuovo trattamento estetico rigenerante al fosforo.
L’importante, però, visti i precedenti, è spiegargli che alle funivie non ci si aggancia direttamente con il cacciabombardiere: se proprio si vuole sciare, si atterra, si parcheggia il velivolo (possibilmente non in doppia fila o negli spazi riservati ai mezzi di soccorso, e facendo attenzione a non urtare gli altri mezzi), si scende, ci si mette in coda alla biglietteria e solo allora si sale sugli impianti di risalita.
Perché c’è sempre qualche yankee originario della California.

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categoria:politica, cronaca, humour, guerra, satira, governo, corteo



Heracleum