Ebbene sì. Oggi ricorre il primo compleanno di Fard Times.
Non dell’autore, che di primavere (e relativi autunni, inverni ed estati) ne ha molti di più. Di Fard Times inteso come blog.
Il gioco è iniziato per puro caso il 17 agosto 2005, fomentato dal bisogno urgente, per questioni professionali, di scoprire questo mezzo per veicolare informazione politica per conto di un potenziale datore di lavoro.
Quando si dice il destino, mentre il potenziale datore si è eclissato, proprio la politica, di cui avrei dovuto in un certo senso fare il “promoter” per conto terzi, è invece finita nel tritatutto della satira con la quale mi sono divertito ad osservare e smontare la realtà che ci circonda.
Dopo un anno è anche venuto il momento di tirare un primo, sommario, bilancio.
Lo scopo “terapeutico” del blog è stato centrato: mi sono divertito parecchio, spesso ho sfogato nel sarcasmo le incazzature quotidiane, settimanali e pure mensili, ed ho pure mantenuto in costante allenamento i quattro neuroni sopravvissuti allo sciabordio erosivo della vita quotidiana.
L’audience non la saprei giudicare: non avendo lanciato campagne promozionali neppure tra gli amici (tuttora gli unici a conoscere l’esistenza di questa mia pericolosa attività sovversiva sono i miei familiari, che scrollano il capo ma finora non mi hanno disconosciuto e non hanno neppure convocato pericolosi Consigli di famiglia), i 12 mila visitatori annui rappresentano un dato infinitesimale di fronte alle varie Pulsatille che animano la blogosfera, ma gratificante se penso che comunque che per dodicimila volte alcuni sconosciuti mi hanno dedicato (a turno, si intende) un po’ del loro prezioso tempo.
Mi auguro sinceramente che le mie elucubrazioni li abbiano fatti sorridere e riflettere, e che magari abbiano apprezzato il contenuto dei miei “post”.
A proposito di contenuti, credo di essere sempre stato onesto con me stesso prima che con i lettori: la mia “penna” può essere stata di parte, ma la mia mano non è mai stata guidata da nessuno.
Ringrazio tutti coloro che mi hanno accompagnato in questo viaggio emozionante e che mi hanno fornito, attraverso i commenti e sempre con grande civiltà, nuovi e stimolanti elementi di riflessione e punti di vista diversi dai miei.
E mi scuso se spesso non sono riuscito a contraccambiare le visite, ma il tempo che riesco a sottrarre al lavoro è davvero risicato.
Mi piace ricordare, fra tutte, una frase di un visitatore che incarna bene il concetto cui si è ispirato il mio “lavoro”: “Se rido anche quando sono completamente in disaccordo con ciò che dici, allora questa è satira”.
Infine, due risposte “preventive” (alla Bush) ad altrettante eventuali domande che queste righe potrebbero evocare.
Ho aperto un blog il giorno 17 perché non temo la sfiga. Piuttosto, la invito a cena con la speranza di riuscire a svestirla di quella imbarazzante “s” che non le rende giustizia e a trascorrere insieme a lei un’intrigante nottata.
Forse ho parlato di questo anno lasciando l’impressione che il cammino finisca qui.
Tutt’altro! Fard Times continua. Anche se, forse, con ritmi meno forsennati (ci sono stati giorni in cui ho postato tre o quattro “pezzi”...).
D’altra parte, se un affezionato visitatore nei giorni scorsi mi ha scritto che si è accorto solo ora del “giochino” del titolo che cambia immagine al passaggio del mouse svelando il vero significato di “Fard Times”, c’è ancora spazio per stupirvi con effetti ... normali.
Saluti a tutti. Ed ora, sotto con la torta!