martedì, 30 maggio 2006

Guardando la geografia del risultato elettorale dell’ultima tornata delle amministrative, poiché l’annunciata riscossa del polo delle Libertà in realtà non c’è stata, mi chiedevo su cosa si sarebbe incentrato il commento comunque trionfante del centrodestra.
Abbiamo conquistato il Nord? Beh, non è proprio così.
Abbiamo strappato molte giunte all’Unione? In realtà qualche ribaltone c’è stato, ma di segno opposto.
Abbiamo ottenuto i sindaci delle città più importanti? Eh, no: Roma, Torino e Napoli sono andate al centrosinistra.
Abbiamo vinto laddove abbiamo candidato una donna, mettendo alla berlina il conservatorismo della sinistra? Nemmeno: la Iervolino ha rifatto il pieno di consensi a Napoli.
Abbiamo trionfato nei Comuni solcati dai fiumi, bagnati dai laghi, che si affacciano sul mare, dove la neve è perenne, dove le mimose (in onore alle nostre candidate) sono rifiorite sabato e appassiranno oggi? Niente di tutto questo.
Stavolta, quindi, mi sono detto, riuscire ad unire con un filo (socio)logico le aree in cui il centrodestra ha portato a casa la poltrona più ambita sarebbe stata un’impresa da premiare con il titolo di “creativo del secolo”.
E invece mi sbagliavo.
Perché gli esperti di geografia del voto del Polo hanno trovato la chiave di volta che permette di interpretare il grande successo del centrodestra anche in queste amministrative: “Abbiamo vinto nelle aree produttive del Paese”.
Oltre ai coglioni, quindi, ora anche i parassiti votano a sinistra.

domenica, 28 maggio 2006

Simoni e BassoSullo “spirito decoubertiniano” nel calcio stanno pesantemente indagando la giustizia sportiva e quella civile e penale, ma l’immagine della lealtà sportiva che ne sta uscendo sembra tutt’altro che in linea con la filosofia olimpica.
Nell’automobilismo la manovra con la quale Schumacher ha abilmente (ma solo abilmente?) impedito ai rivali di soffiargli la pole position nel gran premio di Montecarlo è valsa al tedesco la retrocessione all’ultimo posto nella griglia di partenza della gara e la condanna da parte degli altri piloti (attuali ed ex).
Il Giro d d’Italia di ciclismo ha consumato la sua ultima pagina con le pesanti accuse di Gilberto Simoni al vincitore, Ivan Basso, reo di avergli chiesto dei soldi per lasciargli vincere il tappone dolomitico di sabato.
E anche in questo caso i giudici hanno già fatto sapere che vogliono vederci chiaro.
Tra l’altro, qui, nel corso del “Processo alla tappa”, i giornalisti, sempre pronti a saltare a pié pari sul tavolo della polemica, hanno minimizzato con evidente imbarazzo.
L’ex direttore della “Gazzetta dello sport”, Candido Cannavò, ha bollato la querelle come “misera per non dire miserabile”.
Il responsabile del Giro, Angelo Zomegnan, anch’egli giornalista della “rosea”, visibilmente contrariato (non per la polemica in sé ma perché era stata portata alla luce), l’ha bollata come una sciocchezza che non appanna il valore della corsa.
I giornalisti della Rai, da parte loro, dopo aver raccolto lo sfogo di Simoni, hanno fatto buon viso a cattivo gioco, invocando invano una stretta di mano pacificatrice tra i due corridori.
Sarà un caso che la “Gazzetta dello sport” è l’organizzatrice del Giro e la Rai l’emittente che ne diffonde le gesta in audio e in video “urbi et orbi”?
Insomma, non disturbate il manovratore.
Il tutto mentre, sempre nel ciclismo, dalla Spagna è partita l’ennesima bufera sul doping che ha portato all’arresto di alcuni addetti ai lavori, l’uscita del nome del tedesco Ullrich tra gli atleti che avrebbero fatto uso di pratiche illecite e l’immediato abbandono delle corse dello sponsor di una squadra professionistica.
Di questo passo c’è il rischio che nel simbolo delle Olimpiadi i cerchi vengano sostituiti dalle manette. Anche se, essendo dispari, resterebbe il dubbio su cosa fare del quinto.

venerdì, 26 maggio 2006

Nella relazione del presidente di Confindustria, Montezemolo, ho contato 43 passaggi favorevoli al centrodestra”.
(L’economista di Forza Italia, Renato Brunetta, in un’intervista a Repubblica di oggi).

Mi sa che, dopo le elezioni e la conseguente sindrome da riconteggio delle schede, gli esponenti della Casa delle Libertà siano entrati in piena paranoia da conta.

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Lapo, primo impegno di lavoro dopo la disintossicazione.
Elkann presente oggi a Torino, nel Centro storico Fiat, per la riunione
dell'accomandita.

(Repubblica.it)

Visto che la Fiat ha ricominciato a tirare, c’è bisogno di gente esperta.

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mercoledì, 24 maggio 2006

Ma se il governo Berlusconi, come affermano gli esponenti del governo Prodi, ci ha lasciato in eredità solo debiti, su cosa paghiamo la tassa di successione che vogliono ripristinare?

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Appena nominato l’ex capo di “Mani pulite”, Saverio Borrelli, responsabile dell’Ufficio indagini della Federcalcio, la fantasia senza confini dei giornalisti gli ha prontamente confezionato un nome per il nuovo scandalo: “Piedi puliti”.
A questo punto, non resta che augurarci che non scoppi uno scandalo nel mondo della prostituzione.
O che perlomeno ne tengano fuori i magistrati che seguirono Tangentopoli.

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categoria:sport, calcio, giustizia, cronaca, humour, satira
martedì, 23 maggio 2006

Preoccupante l’allarme lanciato dal neo ministro Tommaso Padoa Schioppa.
Siamo come ai primi anni ‘90” ha dichiarato il titolare del Tesoro.
Cioè starebbe per profilarsi l’avvento di un nuovo partito-azienda creato da un famoso imprenditore e destinato a governare il Paese per un quinquennio?
Detta così c'è veramente da aver paura.

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categoria:politica, lavoro, economia, humour, satira, soldi, unione, governo

Clemente Mastella dice no alle intercettazioni così come sono ora.
Paolo Gentiloni dice no alla legge Gasparri.
Alessandro Bianchi dice no al ponte sullo Stretto di Messina.
Altri dicono no alle legge Biagi.
Prodi dice no ai soldati in Iraq.
Napolitano dice no agli antieuropei.
Tutto il centrosinistra, poi, dice no nel referendum sulla devolution.
Ma per un programma articolato come questo ci volevano 282 pagine?

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Heracleum