Continua la battaglia a distanza tra Berlusconi e Prodi in vista del confronto elettorale del prossimo 9 aprile.
La posta ogni giorno si alza. Il premier ha stanziato mille euro per i nuovi nati? Il professore ha rilanciato: 2.500 euro per tre anni.
Prodi aveva annunciato l’abbattimento di cinque punti del cuneo fiscale (ma che diavolo è? Un commercialista piemontese?)?
Berlusconi promette lo stesso provvedimento. E rilancia con gli anziani: cinema e stadi gratis per gli ultrasettantenni (per gli stadi forse si riferiva agli “ultras settantenni”).
Ma saputo della vera identità del premier (prima Napoleone, quindi Gesù Cristo), Prodi, per non sfigurare davanti al più titolato avversario politico, ha calato il jolly, annunciando solennemente alla presentazione della campagna elettorale che “la primavera comincerà il 10 aprile”.
Che dire? Vabbé che la convention, grazie all’inesauribile Maurizio Crozza, si è trasformata ben presto in una sorta di Bagaglino del centrosinistra.
E passi pure che “non ci sono più le mezze stagioni” e che “non è più la primavera di una volta”, ma non gli sembra di essersi fatto prendere un po’ troppo dall’entusiasmo?
E poi, annunciare il ritardo di un mese della primavera, soprattutto dopo un inverno freddo come questo, suona più come una minaccia che come una promessa.