sabato, 31 dicembre 2005

Dopo il “pallone di Maradona”, le bombe “Bin Laden” e l’ordigno “Tsunami”, saranno i fuochi d’artificio “Ratzinger a brillare nelle notti di San Silvestro degli italiani e a sancire l’ingresso ufficiale di Papa Benedetto XVI nella tradizione popolare del nostro Paese, avvicinando per qualche ora il pontefice alla Casa di Dio.
Una preoccupazione in più per le forze dell’ordine e i Pronto soccorso degli ospedali.
Stavolta, però, il Governo sembra aver fatto tutto il possibile per contrastare la diffusione di pericolose “mine” dai nomi inequivocabili, riuscendo persino a disinnescare Padoa Schioppa in favore di un meno assordante e più coreografico Draghi.

venerdì, 30 dicembre 2005

Stefano Ricucci che appella il pubblico ministero Eugenio Fusco “amore mio”.
Il procuratore aggiunto Francesco Greco che prende in giro, definendolo “boccalone”, lo stesso immobiliarista, facendogli credere di ritenere una microspia il bottone staccatosi dal vestito di questi e caduto a terra.
Ancora Ricucci che scuote la testa sconsolato quando Greco gli dice di aver ascoltato per intero tutte le intercettazioni telefoniche: “Ma senta un po’ di musica, lasci perdere ‘ste telefonate”.
Dai verbali dell’interrogatorio dell’affarista romano, riportati nei giorni scorsi dai quotidiani, più che il confronto con una persona indagata per aver commesso gravi illeciti sembrerebbero le battute tratte da un episodio di “Starsky e Hutch”.
Va bene far sentire a proprio agio l’interlocutore, ma l’atmosfera da scarpe sulla scrivania e tiri a canestro nel cestino con fogli di carta appallottolati mi sembra un po’ troppo anche nei confronti di chi è abituato a frequentare i salotti buoni dell’alta finanza italiana.

giovedì, 29 dicembre 2005

Nella Bibbia si descrive l’embrione come una piccola realtà ovale, sulla quale si pone già lo sguardo benevolo e amoroso degli occhi di Dio”.
Papa Benedetto XVI
"Ero certo che il Signore tifasse Yankees, ma la conferma che il suo sguardo benevolo si posa su quella "piccola realtà ovale" ci rende più saldi nella nostra fede".
George W. Bush

Quindicimila euro di spesa per tredici minuti di lavoro.
Solo manodopera, si intende. Niente sostituzione di pezzi di ricambio.
E’ il conto (peraltro già pagato dai cittadini) della seduta che il Consiglio regionale della Liguria ha svolto sabato 24 dicembre, dalle ore 10.13 alle ore 10.26 del mattino, per discutere (si fa per dire) e approvare una sola pratica: l’esercizio provvisorio del Bilancio.
Un atto indispensabile per evitare di paralizzare il funzionamento dell’ente, in attesa di varare il vero e proprio Bilancio di previsione per il 2006, che vedrà la luce presumibilmente solo a fine gennaio.
Tenendo conto che 15 mila euro è il costo stimato di ogni seduta del Consiglio, il lavoro portato a termine sabato scorso è costato circa 70 mila euro l’ora.
Prezzo pieno, da periodo festivo. Perché purtroppo attendere i saldi, che si aprono ai primi di gennaio, in questo caso non era proprio possibile.
Una grande disdetta per la proverbiale parsimonia dei liguri…

mercoledì, 28 dicembre 2005

A partire dal 2006 i cittadini della Corea del Sud potranno ricevere avvisi di garanzia via Sms sul proprio telefonino.
Nel corso del nuovo anno, poi, gli Sms porteranno sul dispositivo mobile dei trasgressori anche multe e ingiunzioni di pagamento.
Un servizio simpatico, di cui si può cominciare ad immaginare l’ampio utilizzo.
Qst è 1 adg: 6 indagato x bancarotta fraudolenta, esportazione illegale capitali estero. F.to: Procura Repubblica”.
La risposta? “Ok. Grazie. Bye da isole Cayman”. Su sfondo con atollo e barriera corallina.

postato da: fardtimes| Permalink | commenti (1)
categoria:pensieri, riflessioni, news, giustizia, cronaca, humour
martedì, 27 dicembre 2005

Alla spasmodicamente attesa (ma da chi?) seduta straordinaria della Camera dei deputati, convocata questa mattina per iniziare ad elaborare un provvedimento di amnistia, erano presenti 136 parlamentari.
Solo 93 dei 205 firmatari e pochi leader dei partiti.
Se l’obiettivo è svuotare le carceri, il provvedimento sembra funzionare: perlomeno applicato al Parlamento.

lunedì, 26 dicembre 2005

TsunamiUn po’ d’aiuti frutto delle campagne umanitarie internazionali sono arrivati.
Molti sono finiti, come al solito, nelle mani sbagliate.
Le associazioni che operano nelle aree colpite dicono che, seppur lentamente, la ricostruzione infrastrutturale procede.
Per le ferite aperte dalla tragedia nelle anime dei sopravvissuti, purtroppo, non esistono punti di sutura efficaci.
La solidarietà di chi laggiù è ancora presente, però, apporta un minimo di conforto.
La memoria storica collettiva, se sostenuta dagli spropositati mezzi di comunicazione in tempo reale a disposizione della società dell’informazione, potrebbe servire a scongiurare il ripetersi di simile sciagure, o quantomeno a limitarne gli effetti.
Intanto, nell’area di Banda Aceh, tradizionalmente impraticabile perché teatro di una lunga guerra fra bande, sembra sia tornata la pace: le associazioni umanitarie vi operano regolarmente.
Paradossale esempio di come l’uomo dimostri più difficoltà nel gestire i rapporti con i suoi simili nella quotidianità che nella tragica emergenza.
E che, incapace di condividere ciò che ha, attenda che sia distrutto (o lo distrugga di persona) prima di difendere insieme agli altri il nulla.
Domani le foto in ricordo dell’evento saranno di nuovo su tutti i quotidiani.
Facciamo in modo che voltandole non ci rimanga solo il retro bianco con la scritta “carta Kodak”.

domenica, 25 dicembre 2005

Papa Benedetto XVI

 

Auguri, amici, siam tutti più buoni.
in questo dì in cui l’amore è vicino.
Per oggi almeno non tocchiamo Caino,
guardiamo al futuro e tocchiamoci i c…
Un pensiero fraterno a chi vive in galera
senza presente e senza domani,
ma anche ai furbetti alla Gianpi Fiorani
che in cella al più passeranno una sera.
Alle idi di aprile il cambio di rotta:
via dal timone il nano in bandana,
ma una polena in discinta sottana
guardata a vista da un’avida flotta.
Niente più buchi a violar la montagna
niente più ponti a solcare gli stretti
solo più posti per uomini retti
e qualche appalto per gente che magna.
E se ora il superfluo ci spinge a rubare
fornendoci l’alibi del vile euro,
un giorno, a costo di finire alla neuro,
troveremo il modo di rubar per mangiare.
E se “la cioia è il recalo più fero
come ci insegna il pontefice retto,
cioiamo insieme a Papa Benedetto:
Più pace nel mondo”, un augurio sincero.

sabato, 24 dicembre 2005

Nella sobria e concisa conferenza stampa di fine anno, durante la quale ha persino rinunciato a raccontare la solita barzelletta dopo che i giornalisti avevano rumoreggiato all’annuncio dell’ennesima performance presumibilmente in stile boccaccesco, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha finalmente rivelato agli italiani la verità su alcuni degli aspetti ingiustamente più criticati della sua quinquennale gestione del Paese.
Non faccio più il missionario
Esasperato dalla refrattarietà dei comunisti alla conversione, il premier ha annunciato di aver sciolto l’organizzazione “Primavera missionaria”, storico movimento da lui fondato addirittura nel 1968, sulla scia della "Primavera di Praga", per esportare l’evangelizzazione del libero mercato nella Cecoslovacchia e negli altri Paesi dell’Est.
Le date nefaste
Il contratto con gli italiani è stato pienamente onorato, anche se la stampa nemica lo ha sottaciuto.
Se non tutti adesso hanno una Ferrari nel cortile di casa, quasi nessuno un cortile e pochi una casa, è solo a causa della sfavorevole congiuntura internazionale: l’11 settembre, l’Afghanistan, la guerra all’Iraq, la tragedia allo stadio di Istanbul lo scorso maggio...
Putin non è mai stato comunista
E non lo è oggi. In realtà, si è solo trovato inserito in un sistema di valori che non riconosceva ma dal quale non poteva evadere. In effetti, il presidente russo è stato a capo del “Kgb”, il famoso “KinderGarden of Berkeley”, la sezione distaccata del college americano che accoglieva i bimbi delle famiglie più disagiate e i loro genitori politicamente un po’ confusi nei coloratissimi edifici in stile naif delle steppe siberiane.
I decoder digitali
Nessun problema sui decoder: ogni volta che si votava un incentivo statale all’acquisto, il premier schiacciava il tasto “pausa” e poteva così assentarsi dall’aula senza perdere il filo della seduta.
E’ tutto registrato. E comunque il fratello Paolo non venderà più quegli aggeggi: le feste di Natale gli hanno infatti ormai svuotato i magazzini.
Conflitto di interessi
I più maligni ne indicano almeno quattro: televisioni (con Rai e Mediaset raccoglie il 90% del mercato televisivo), assicurazioni (Mediolanum), fisco (162 milioni di euro risparmiati col condono del 2003) e calcio (proprietario del Milan e fautore del cosiddetto decreto “salva-calcio”).
In realtà, tutti e quattro gli argomenti vengono utilizzati esclusivamente come servizio pubblico.
Il premier va infatti in televisione ad assicurare che prima o poi taglierà le tasse e ci invita, nell’attesa, a guardarci il calcio sul digitale terrestre di Mediaset.
Riforma elettorale.
E’ vero che lo scorso anno, di questi tempi, aveva escluso qualsiasi ipotesi di ritorno al sistema elettorale proporzionale, ma aveva sottovalutato il senso delle istituzioni democratiche e l’altruismo dei colleghi parlamentari della "Casa delle libertà", disposti persino a rischiare di essere favoriti dalla nuova legge pur di riportare nei binari della legittimità una competizione elettorale basata su un sistema le cui regole erano state condivise quasi da tutti e approvate da milioni di italiani con un referendum.
La verità rivelata
Ma il supremo colpo di teatro, la madre di tutte le verità rivelate, gli è purtroppo rimasto in canna, bruciatogli irrimediabilmente qualche anno fa dall’attentatore del Papa, il turco Alì Agca, che lo anticipò, e, peccando di millantato credito, gli sottrasse parole e riflettori dichiarando impunemente al mondo: “Io sono Gesù Cristo”.

venerdì, 23 dicembre 2005

Indagato per utilizzo improprio del fondo cassa personale del presidente di Confcommercio, Sergio Billé dichiara: “Sono tranquillo”.
Gianpiero Fiorani tranquillo lo è sempre stato. Magari un po’ finanziariamente birichino, ma sostanzialmente tranquillo.
Antonio Fazio della tranquillità è la quintessenza: lo si vede dal faccione e dal passo con cui pettina il selciato seguito da immancabile codazzo: prima di lacché, ora di cronisti arrapati di pseudo-scoop.
Era tranquillo anche Calisto Tanzi, ma forse perché una tazza di latte bianco (non nel tetrapack, si intende) la sera concilia il sonno.
Ora dice di sentirsi tranquillo anche Alfredo Meocci, il direttore generale della Rai messo sotto procedimento dal Consiglio dell'Autorità per le comunicazioni per la presunta incompatibilità tra l’attuale carica e quella ricoperta nei precedenti sette anni proprio come “vigilante” del sistema all'interno della stessa Authority.
Sarà una tranquillità derivante dalla certezza degli obiettivi, la sua?
Insomma, una diffusa tranquillità che, appena gli indagati si trasformano in accusati e varcano la soglia del carcere, si trasforma puntualmente in terribile stress e pericolosi disturbi cardiaci che consigliano un ricovero immediato in ospedale se non un più rilassante soggiorno tra le mura e gli affetti domestici.
Scavando vilmente alla ricerca di un denominatore che accomuni in cotanta primordiale tranquillità individui apparentemente diversi, le uniche cose che mi vengono in mente sono il reddito, il potere e la consapevolezza di essere in possesso di entrambi e di poter quindi vivere indisturbati al di fuori di ogni regola.
Che poi la loro tranquillità contrasti con l’immagine di un Paese che di tranquillanti, sonniferi e psicofarmaci fa un uso più massiccio che gli ospedali, forse è solo un dettaglio: influente nelle statistiche, ma irrilevante nella vita di ogni giorno.




Heracleum