Nella sobria e concisa conferenza stampa di fine anno, durante la quale ha persino rinunciato a raccontare la solita barzelletta dopo che i giornalisti avevano rumoreggiato all’annuncio dell’ennesima performance presumibilmente in stile boccaccesco, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha finalmente rivelato agli italiani la verità su alcuni degli aspetti ingiustamente più criticati della sua quinquennale gestione del Paese.
Non faccio più il missionario
Esasperato dalla refrattarietà dei comunisti alla conversione, il premier ha annunciato di aver sciolto l’organizzazione “Primavera missionaria”, storico movimento da lui fondato addirittura nel 1968, sulla scia della "Primavera di Praga", per esportare l’evangelizzazione del libero mercato nella Cecoslovacchia e negli altri Paesi dell’Est.
Le date nefaste
Il contratto con gli italiani è stato pienamente onorato, anche se la stampa nemica lo ha sottaciuto.
Se non tutti adesso hanno una Ferrari nel cortile di casa, quasi nessuno un cortile e pochi una casa, è solo a causa della sfavorevole congiuntura internazionale: l’11 settembre, l’Afghanistan, la guerra all’Iraq, la tragedia allo stadio di Istanbul lo scorso maggio...
Putin non è mai stato comunista
E non lo è oggi. In realtà, si è solo trovato inserito in un sistema di valori che non riconosceva ma dal quale non poteva evadere. In effetti, il presidente russo è stato a capo del “Kgb”, il famoso “KinderGarden of Berkeley”, la sezione distaccata del college americano che accoglieva i bimbi delle famiglie più disagiate e i loro genitori politicamente un po’ confusi nei coloratissimi edifici in stile naif delle steppe siberiane.
I decoder digitali
Nessun problema sui decoder: ogni volta che si votava un incentivo statale all’acquisto, il premier schiacciava il tasto “pausa” e poteva così assentarsi dall’aula senza perdere il filo della seduta.
E’ tutto registrato. E comunque il fratello Paolo non venderà più quegli aggeggi: le feste di Natale gli hanno infatti ormai svuotato i magazzini.
Conflitto di interessi
I più maligni ne indicano almeno quattro: televisioni (con Rai e Mediaset raccoglie il 90% del mercato televisivo), assicurazioni (Mediolanum), fisco (162 milioni di euro risparmiati col condono del 2003) e calcio (proprietario del Milan e fautore del cosiddetto decreto “salva-calcio”).
In realtà, tutti e quattro gli argomenti vengono utilizzati esclusivamente come servizio pubblico.
Il premier va infatti in televisione ad assicurare che prima o poi taglierà le tasse e ci invita, nell’attesa, a guardarci il calcio sul digitale terrestre di Mediaset.
Riforma elettorale.
E’ vero che lo scorso anno, di questi tempi, aveva escluso qualsiasi ipotesi di ritorno al sistema elettorale proporzionale, ma aveva sottovalutato il senso delle istituzioni democratiche e l’altruismo dei colleghi parlamentari della "Casa delle libertà", disposti persino a rischiare di essere favoriti dalla nuova legge pur di riportare nei binari della legittimità una competizione elettorale basata su un sistema le cui regole erano state condivise quasi da tutti e approvate da milioni di italiani con un referendum.
La verità rivelata
Ma il supremo colpo di teatro, la madre di tutte le verità rivelate, gli è purtroppo rimasto in canna, bruciatogli irrimediabilmente qualche anno fa dall’attentatore del Papa, il turco Alì Agca, che lo anticipò, e, peccando di millantato credito, gli sottrasse parole e riflettori dichiarando impunemente al mondo: “Io sono Gesù Cristo”.