venerdì, 30 settembre 2005

Da tempo mi chiedevo come fanno gli italiani (ma non solo loro) a pagare gli interessi sui mutui che contraggono freneticamente pur di accedere a qualsiasi genere di bene o servizio di prima necessità come l’abbonamento mensile alla palestra o l’acquisto del decoder satellitare.
Mi hanno risolto il dubbio le parole del direttore della seconda sezione del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, Raffaele Grassi, in un articolo di Carlo Bonini su “Repubblica” di mercoledì 28 settembre.
Soprattutto in provincia, con la coca ci si pagano i mutui, ci si comprano i bar, i ristoranti, i negozi”.
Ma dai, mi sono detto: sta parlando della delinquenza organizzata.
Volete sapere chi ci troviamo sempre più spesso di fronte nelle nostre operazioni antidroga? Impiegati, piccoli professionisti, commercianti. Insomma, incensurati. Che cominciano come consumatori e scoprono presto che con un po’ di roba piazzata nella cerchia degli amici o della gente che si frequenta si risolvono un sacco di problemi”.
Ma va’. Non dirmi che il rischio vale il guadagno…
I numeri dicono che il capitale investito in cocaina si triplica in soli 14 giorni”.
Allora non parlo più.
Vabbé che un po’ di lavoro nero ogni tanto, per arrotondare lo stipendio, come ha suggerito il presidente del Consiglio, non è peccato.
Ma di questo passo si arriverà a lavorare per arrotondare il nero.
Sempre che non lo si faccia già.

giovedì, 29 settembre 2005

Luigi Crespi, ex titolare della società Hdc (Holding della comunicazione) e indiscusso re dei sondaggi, è stato arrestato ieri dalla Guardia di Finanza, nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla Procura di Milano sul fallimento della stessa Hdc.
Ai giornalisti che gli chiedevano cosa avessero contestato al suo cliente i magistrati, l’avvocato di Crespi ha risposto: “Per il 50% bancarotta fraudolenta, per un altro 30% falso in bilancio e il restante 20% non sa o non risponde”.

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Dopo le battute suscitate al vertice del Fondo monetario internazionale di Washington, ormai la vicenda Bankitalia è materia preziosa per barzellette anche nel nostro Paese.
Appresa la notizia che il Consiglio superiore dell’istituto ha riconfermato la fiducia al suo governatore Antonio Fazio, il parlamentare dell’Udc Bruno Tabacci ha commentato: “E’ come la richiesta rivolta all'oste se il vino è buono”.

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Si chiamerà “Nuova Zhengzhou” la città da un milione e mezzo di abitanti che nascerà in Cina come esperimento di ingegneria sociale.
Sarà un’oasi ambientalista e tecnologica che verrà innalzata dal nulla in dieci anni in una campagna semivuota secondo i concetti di qualità della vita e sviluppo sostenibile e ispirata al recupero della cultura e delle tradizioni cinesi, in netta antitesi con le megalopoli ormai al collasso da inquinamento.
Nell’articolo che "Repubblica" dedica alla faccenda mi hanno colpito due aspetti.
Innanzitutto, per invertire la tendenza architettonica che ha devastato Pechino e Shanghai e far rivivere l’antica civiltà urbana della Cina è stato chiamato un architetto giapponese.
In secondo luogo, i proprietari dei 15 mila ettari di terreni espropriati dal governo, contadini che fanno parte di quegli 800 milioni di cinesi (su una popolazione complessiva di un miliardo e 300 milioni) che vivono ancora in condizioni di spaventosa arretratezza, ora “fanno la fila all’ufficio di collocamento per essere assunti come manovali nell’esercito proletario che innalza l’Utopia metropolitana”.
E quando chiuderanno i cantieri?

Gustoso il dibattito che si è immediatamente aperto nei Ds sul Fassino credente, dopo l’intervista radiofonica rilasciata dal leader dei Democratici di sinistra.
Mi aspetto un’elaborazione, un approfondimento” - ha detto Livia Turco – Perché se è una vicenda privata, si tace. Se invece si vuole rendere pubblica una propria convinzione, e io penso che sia giusto che il segretario di una grande forza politica lo faccia, allora si sceglie la strada di un intervento più articolato e motivato”.
E ricorda che “il Pci ogni anno organizzava un seminario sulla questione religiosa”.
A parte il fatto che la Turco forse non ricorda che anche per archiviare quei sistemi di gestione delle coscienze degli iscritti il Pci ha chiuso i battenti e parte di esso ha provato ad incanalarsi su una via un tantino più “progressista” e democratica.
Ma proprio perché la vicenda è privata, non è che, per caso, spetti al titolare decidere modi e termini con cui portarla davanti alla pubblica opinione e fin dove spingersi a rifletterne in pubblico?
Più tollerante (bontà sua) Mimmo Lucà, che concede al leader libertà di espressione: “Le parole di Fassino dimostrano che siamo una forza plurale, con tante voci. Per questo ci siamo chiamati Democratici di sinistra e non socialisti”.
Una bacchettata a Fassino viene da Fulvia Bandoli, che trasforma il leader Ds in un sorta di protagonista di “Amici”: “Un fatto privato non si confessa davanti ad un microfono”.
E poi il “no liberal” sarebbe Ruini?

mercoledì, 28 settembre 2005

Una marea di telefonate, un oceano di sms, numerose proposte per apparire nelle trasmissioni televisive, qualche decina di interviste già rilasciate a destra e a manca, l’invito ad organizzare manifestazioni in giro per l’Italia.
Come ha evidenziato ieri sera un servizio della trasmissione “Controcorrente” (SkyTg24), il ventenne studente senese che nei giorni scorsi ha dato il la alla salva di fischi contro il cardinale Ruini è già diventato una star contesa dal mondo della sinistra e dai media.
Ciò che mi disorienta (e che il servizio non ha chiarito) non è tanto la curiosità suscitata dal giovane (anche le modalità dell’atto sessuale del porcospino e la coppia che vissuto una settimana sott’acqua suscitano curiosità), quanto il motivo che spinge la gente già a considerarlo l’ennesimo “maitre à penser” del pensiero politico della sinistra giovanile.
Vabbé che un quarto d’ora di popolarità non si nega a nessuno, ma, se bastasse un fischio, Giovanni Trapattoni sarebbe un guru e i suoi appunti sugli schemi di gioco veri e propri testi sacri.

martedì, 27 settembre 2005

L’esito del progetto di fusione in un soggetto politico unico tra socialisti (di varie provenienze) e radicali  sta suscitando molte aspettative: da parte degli elettori over 85, ma anche dei proprietari di monolocali da affittare ad uso convention.
Ancora confuse, però, le idee dei padri fondatori su progetto politico, nome e simbolo.
E' un progetto nuovo al 100% socialista, al 100% radicale e al 100% liberaleha detto il radicale Capezzone, dimostrando di avere ancora qualche problema con la matematica.
Tuttavia i socialisti, che sul calcolo delle percentuali sono sempre stati maestri, non hanno ritenuto opportuno sollevare obiezioni prima di convocare una riunione con esperti del Cepu.
In attesa di trovare un nome ed un simbolo definitivi, Boselli ha proposto “La Cosa”.
Al che Pannella, per marcare il forte impegno antiproibizionista dei radicali, ha rilanciato: perché non “La roba”?.
Per ricordare che uno degli scopi del sodalizio è superare la soglia di sbarramento che la proposta di riforma elettorale vuole introdurre, Capezzone, in un tentativo di mediazione, ha suggerito: chiamiamolo “Il partito del 4%”, suscitando però il rifiuto sdegnato dei socialisti storici: “Fino a febbraio '92 eravamo il partito del 10%, non svendiamoci proprio adesso”.

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lunedì, 26 settembre 2005

"Il Papa è ''profondamente addolorato'' per le tragiche conseguenze provocate dall'uragano Katrina negli Stati Uniti. In un telegramma inviato alle autorità civili e religiose statunitensi dal segretario di Stato, card. Angelo Sodano, Benedetto XVI ha assicurato la sua preghiera per le vittime, per i loro familiari e per tutti coloro che stanno lavorando per portare aiuti e assistenza a chi è rimasto colpito dall'uragano".
(Agenzia giornalistica europea, 24 settembre 2005)

  

“In principio Dio creò il cielo e la terra...
...Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona”.
(Genesi, 1)

     
Mi sono perso qualcosa o Papa Benedetto XVI incarna un palese conflitto d’interessi?

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Sui siti internet saranno permesse solo notizie sane e civili, e informazioni utili al progresso della nazione, benefiche per il suo sviluppo economico e sociale”.
Purtroppo, non è parte del testo che disciplina l’utilizzo del portale delle Giovani marmotte, né quello dei Boyscout.
Questo è tratto dalle nuove norme sulla comunicazione (direi più sul libero arbitrio) emesse dal governo della Cina.
Paese nel quale, quando qualcuno manifesta (pardon, non si arriva a tanto: intendevo coltiva) idee che non vanno molto giù ai dirigenti politici della “repubblica”, non ci si limita a fischiarlo per procurargli un “piacevole intermezzo”.
Se poi anche le grandi aziende occidentali (il recente caso Yahoo!, che credo sia solo la punta dell’iceberg,  insegna), pur di coltivare i propri interessi, gli danno una mano a sopprimere il dissenso, allora siamo proprio messi bene.
Ma non doveva essere la “net economy” a permettere la libera circolazione delle idee?
Mi sa che l’unica cosa che conti (per tutti) sia la circolazione dei soldi.
E neppure tanto libera.

domenica, 25 settembre 2005

Bertinotti mi scuserà (o, al limite, mi fischierà), ma concordo con coloro che hanno condannato (anche se non tutti disinteressatamente) i fischi indirizzati dagli studenti dell’Università di Siena al cardinale Ruini.
Credo che impedire al rappresentante della Cei di esprimere le proprie opinioni sia stato un brutto autogol, perché palese manifestazione di quella carenza di democrazia e “liberalità” che gli studenti rimproverano al cardinale per le idee che aveva espresso qualche giorno prima sui Pacs e le coppie di fatto.
Le idee si lanciano, si diffondono, si sostengono con pervicacia, si confrontano con quelle altrui. Non si soffocano impedendo ad altri di esprimerle solo perché non collimano con le nostre.
Così come rigetto la logica dei Disobbedienti di “devastare chi devasta l’ambiente” (denunciamolo e fermiamolo utilizzando le norme di legge: e se sono lacunose attiviamoci per cambiarle), respingo con decisione la presunta legittimità (sostenuta da parte della sinistra con la motivazione che “sono i rischi della politica”) di impedire in qualsiasi modo le più disparate manifestazioni del pensiero.
Se queste poi sconfinano nell’apologia di qualcosa di illegale, il compito di intervenire è della magistratura, non di “claque” convocate appositamente per un’occasione particolare.
Chiudo "alleggerendo" il mio intervento.
Personalmente, da Ruini mi divide (oltre le idee sulle coppie di fatto, e, più in generale, sull’atteggiamento intrusivo e invadente della Chiesa nelle questioni di competenza dello Stato o che riguardano i diritti costituzionali degli individui) la sua concezione di “piacevole”.
Eminenza, se per lei “piacevole” è una gazzarra inscenata da quattro studenti, mi sa che della vita si sia perso parecchio.




Heracleum