Da tempo mi chiedevo come fanno gli italiani (ma non solo loro) a pagare gli interessi sui mutui che contraggono freneticamente pur di accedere a qualsiasi genere di bene o servizio di prima necessità come l’abbonamento mensile alla palestra o l’acquisto del decoder satellitare.
Mi hanno risolto il dubbio le parole del direttore della seconda sezione del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, Raffaele Grassi, in un articolo di Carlo Bonini su “Repubblica” di mercoledì 28 settembre.
“Soprattutto in provincia, con la coca ci si pagano i mutui, ci si comprano i bar, i ristoranti, i negozi”.
Ma dai, mi sono detto: sta parlando della delinquenza organizzata.
“Volete sapere chi ci troviamo sempre più spesso di fronte nelle nostre operazioni antidroga? Impiegati, piccoli professionisti, commercianti. Insomma, incensurati. Che cominciano come consumatori e scoprono presto che con un po’ di roba piazzata nella cerchia degli amici o della gente che si frequenta si risolvono un sacco di problemi”.
Ma va’. Non dirmi che il rischio vale il guadagno…
“I numeri dicono che il capitale investito in cocaina si triplica in soli 14 giorni”.
Allora non parlo più.
Vabbé che un po’ di lavoro nero ogni tanto, per arrotondare lo stipendio, come ha suggerito il presidente del Consiglio, non è peccato.
Ma di questo passo si arriverà a lavorare per arrotondare il nero.
Sempre che non lo si faccia già.
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